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Una Mano per i Bambini
2017
16

Il glifosate è salvo (forse)

Anche per l'Echa non è cancerogeno. Normativa europea
L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa), l’ente preposto all’ultima parola in merito alla cancerogenicità del glifosate, ha sancito che il celebre erbicida non è cancerogeno, almeno secondo la documentazione resasi sinora disponibile.

Il Risk Assessment Committee (Rac), il comitato di ventitrè esperti (tra cui un’italiana) incaricato della valutazione della classificazione delle sostanze pericolose, ha espresso il suo parere definitivo nella riunione tenutasi a Helsinki lo scorso 15 marzo. L’opinione dell’Echa era stata ritenuta decisiva per sbloccare la procedura del rinnovo dell’approvazione Ue del glifosate, in scadenza a fine anno. L’agenzia di Helsinki aveva tempo sino a novembre per decidere, per consentire allo ScoPAFF (Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed) di esprimersi una volta per tutte sul rinnovo dell’erbicida.

Sicuramente questa notizia verrà discussa nella riunione che si terrà il 22-23 marzo a Bruxelles (l’argomento è in agenda al punto A.22). Tuttavia è ancora presto per disperarsi o cantare vittoria (a seconda delle varie opinioni): l’Efsa è stata infatti incaricata dalla commissione di esprimersi sulla potenziale attività endocrina della sostanza, e ha tempo sino alla fine di agosto per pubblicare la sua consueta conclusione, che non potrà non essere tenuta in considerazione ai fini del travagliatissimo rinnovo dell’approvazione europea del popolare erbicida.

Se il glifosate venisse classificato come perturbatore endocrino, un suo eventuale rinnovo verrebbe concesso solamente con pesanti restrizioni. Il regolamento 1107/2009 consente infatti l’utilizzo di prodotti fitosanitari contenenti perturbatori endocrini solamente se l’esposizione dell’uomo è trascurabile (“negligible”). La vicenda glifosate terrà col fiato sospeso l’intera filiera almeno sino a dopo l’estate.

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

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