2017
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Lazio, continua la lotta al cinipide del castagno

Previsti oltre cento lanci in più di 80 comuni del territorio, effettuati per la prima volta con antagonisti allevati nei centri di moltiplicazione regionale

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Una galla di cinipide su una foglia di castagno

Fonte immagine: © Matteo Giusti - AgroNotizie

Con la nuova stagione vegetativa, il Lazio riprende la lotta al cinipide galligeno del castagno, il Dryocosmus kuriphilus, il micro imenottero arrivato dalla Cina a devastare i nostri castagneti.

La lotta sarà basata sul lancio dell'insetto antagonista del cinipide, il Torymus sinensis, una tecnica classica di lotta biologica che ha già dato e sta continuando a dare ottimi risultati anche in altre regioni, come ad esempio in Toscana.

Così nei prossimi giorni saranno effettuati nuovi lanci di Torymus con oltre cento interventi in programma in più di 80 comuni del Lazio, soprattutto nelle province di Roma e Viterbo, le più attaccate dal cinipide.

Quest'anno, per la prima volta, gli esemplari di Torymus usati per i lanci non saranno acquistati, ma saranno presi dai due centri di moltiplicazione regionali di Caprarola, in provincia di Viterbo e di Velletri in provincia di Roma, voluti dalla Direzione regionale agricoltura.

Per la moltiplicazione del Torymus il Servizio fitosanitario regionale ha coinvolto direttamente i comuni e le associazioni castanicole per la raccolta delle galle dagli alberi, conservandole poi nei centri dei moltiplicazione fino allo sfarfallamento degli esemplari di Torymus.

E attualmente dalle galle raccolte sono sfarfallati oltre 25mila insetti antagonisti, un numero che indica da un lato l'efficacia dei lanci realizzati negli anni passati con il contributo sia pubblico che privato e dall'altro della qualità del lavoro effettuato dai centri di moltiplicazione e dell'importanza della cooperazione degli enti pubblici e delle associazioni con il Servizio fitosanitario.

Soddisfatto dei risultati anche l'assessore regionale all'Agricoltura Carlo Hausmann.

"Un lavoro che si è dimostrato fondamentale - ha commentato l'assessore - non solo perché ha permesso l'autoproduzione del Torymus, comportando anche un risparmio economico per l'amministrazione, ma soprattutto perché le attività dei nostri tecnici hanno consentito il mantenimento e l'alimentazione degli insetti fino al momento più idoneo per il loro lancio".

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