Vaiolatura dei frutti della Melanzana Colletotrichum coccodes

Classificazione: Funghi > Antracnosi

Fungo che colpisce diverse solanacee, con maggiore virulenza su patata, sulla quale provoca l'alterazione nota come Dartrosi.

Colletotrichum del terzo gruppo, con conidi allungati (cilindrici) ed abbondanti sclerozi. Parassita tipico delle parti ipogee della pianta, i cui sclerozi possono assumere dimensioni variabili, da mezzo millimetro a oltre il doppio.

I conidi, di forma cilindrica, sono arrotondati agli apici, ialini, delle dimensioni di circa 17,5 x 4,5 micron.

 

Biologia

Il parassita si conserva nei residui vegetali, sotto forma di sclerozio, e i sui tuberi infetti. Può inoltre svilupparsi su altri ospiti come Solanum nigrum, Brassica alba e Lactuca spp. Gli sclerozi della crittogama possono sviluppare ife capaci di percorrere alcuni mm nel terreno, fino a raggiungere le radici e conidi, la cui germinazione è solitamente inibita nel terreno, che possono germinare su radici vive di piante ospiti, garantendo l'infezione.

A distanza, la diffusione del patogeno può avvenire grazie a tuberi di patate infette e con semi di altre piante come la melanzana.

E' un microorganismo relativamente termofilo, attitudine che spiega almeno in parte la sua maggiore attività nelle annate con estate calda e secca. L'attività del fungo è favorita da preesistenti stati di debilitazione delle piante (a causa di scarsa vocazionalità del terreno, carenze nutrizionali o a seguito di andamenti climatici primaverili piovosi e freddi).

 

Danni causati

C. coccodes attacca gli organi ipogei e le parti basali dei fusti, provocando lo sviluppo di marciume secco, con imbrunimento o annerimento della corteccia e disorganizzazione dei tessuti corticali, che possono staccarsi facilmente esponendo il sottostante cilindro legnoso.

A questi marciumi delle parti basali della pianta segue un ingiallimento e accartocciamento delle foglie, spesso accompagnato da appassimento e disseccamento dell'intera parte aerea.

Il collasso avviene con maggiore rapidità sulle piante che che hanno contratto l'infezione da giovani e con decorso climatico caldo e asciutto.

In talune condizioni la malattia tende a mantenersi mascherata, causa l'assenza di ingiallimenti ed avvizzimenti della chioma, danneggiando o uccidendo gli stoloni cagionando in questo modo gravi perdite di prodotto.

A carico dei tuberi compaiono piccole macchie brune, irregolarmente tondeggianti, che portano successivamente alla perdita di peso e al raggrinzimento.

I tessuti vegetali invasi dal patogeno presentano minuscoli corpiccioli scleroziformi, di colore nero, che fungono da elementi di perpetuazione della crittogama.

 

Interventi agronomici

Adottare opportune rotazioni colturali. Impiegare materiale di riproduzione sano. Evitare ristagni idrici ed effettuare irrigazioni razionali.

 

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