2019
28

Toscana, il piano aggiornato contro la flavescenza dorata

In dettaglio tutte le nuove linee guida per il monitoraggio della malattia, del vettore e per le misure di lotta obbligatoria da adottare. All'interno anche tutti i documenti ufficiali scaricabili

falvescenza-dorata-scapoideus-titanus-by-modificato-josef-klement-yerpo-wikipedia-jpg.jpg

Un tralcio di vite a bacca rossa con sintomi di flavescenza dorata e un esemplare di Scaphoideus titanus

Fonte immagine: modificato da Josef Klement e Yerpo - Wikipedia

La Toscana aggiorna il piano di lotta obbligatoria per il controllo della flavescenza dorata della vite, la malattia provocata da un fitoplasma che si insedia nel sistema vascolare delle piante provocandone l'ingiallimento prima e il deperimento poi.

Una malattia che si può diffondere sia con il materiale di propagazione sia tramite un insetto, lo Scaphoideus titanus, che funge da vettore.

Così il Servizio fitosanitario regionale, con il decreto 9825 pubblicato nei giorni scorsi dal dirigente Lorenzo Drosera, ha aggiornato le misure per il monitoraggio della malattia, del vettore e delle procedure da attuare per il controllo.
 

Focolai

Con questo decreto viene definito come focolaio ogni appezzamento vitato, sia per la produzione di uva che di barbatelle, dove sia stata diagnosticata ufficialmente la presenza di flavescenza dorata.

Attualmente la malattia è stata riscontrata in tutta la Toscana con l'esclusione delle province di Livorno e di Grosseto. Andando nello specifico il decreto nell'allegato A elenca tutti comuni in cui la presenza di Scaphoideus titanus è stata rilevata e nell'allegato B indica il numero di focolai ritrovati comune per comune.
 

Misure per le zone focolaio

Nelle zone focolaio i viticoltori e i vivaisti sono tenuti a segnalare tramite la scheda di segnalazione dei sintomi pubblicata nell'allegato C la presenza di viti con sospetta infezione prima di estirparle.

L'estirpazione delle viti affette da flavescenza è infatti obbligatoria anche solo in presenza di sintomi sospetti, senza dover aspettare un referto di analisi.

Nelle zone in cui è accertata la presenza della malattia è vietato prelevare per due anni materiale di propagazione da piante della stessa varietà e clone, dello stesso vigneto anche poste su filari diversi ma attigui.
 

Monitoraggio sintomi

Nelle altre zone non considerate focolaio, tutte le piante con giallumi sospetti devono essere segnalate con scheda di segnalazione dei sintomi al Servizio fitosanitario regionale entro il 15 settembre per poter effettuare le analisi necessarie.

Tutti gli agricoltori e i tecnici sono inoltre tenuti a segnalare gli esiti delle analisi di laboratorio effettuate in proprio su campioni di viti prelevati nel territorio della Toscana e risultati positivi alla flavescenza dorata, completi dei dati identificativi del vigneto (provincia, comune, foglio e particelle catastali) e delle piante campionate nel vigneto con localizzazione Gps, filare, numero pianta nel filare.
 

Monitoraggio di Scaphoideus titanus

Il decreto prevede un piano di monitoraggio di Scaphoideus titanus e la sua segnalazione al Servizio fitosanitario regionale entro il 15 settembre di ogni anno.

Come indicato nell'allegato D del decreto, il monitoraggio nelle zone focolaio e in quelle dove è stata accertata la presenza dell'insetto deve essere fatto su ogni vigneto usando trappole cromotropiche gialle di 25x30 centimetri poste appena sopra i grappoli nei vigneti per la produzione di uva, all'altezza dei sarmenti nei vivai di piante madri e all'altezza del punto di innesto nei barbatellai.

Le trappole devono essere due per vigneto, messe a circa 50 metri di distanza l'una dall'altra, o in caso di vigneti molto grandi due trappole ogni 3 ettari, contrassegnando possibilmente in testata il filare su cui sono state poste.

Le trappole devono essere esposte dalla terza decade di luglio alla fine di agosto, tenendo conto del bollettino pubblicato dal Servizio fitosanitario su internet, e sostituendole ogni quindici-venti giorni.

Le trappole devono poi essere tolte in condizione di vegetazione asciutta, avvolte in pellicola trasparente su due lati e conservate in un luogo fresco e asciutto. Su ogni trappola deve essere messa una etichetta con indicato comune, azienda e periodo in cui è stata esposta (data in cui è stata posta e quella in cui è stata levata).

Le trappole devo essere poi analizzate da tecnici esperti o inviate al Servizio fitosanitario regionale in via A. Manzoni n.16, 50121 Villa Poggi, a Firenze.

Ad ogni vigneto monitorato deve corrispondere la scheda di monitoraggio dell'allegato E che deve accompagnare sempre le trappole utilizzate nel monitoraggio di quel vigneto. Le schede devono essere inviate per posta ordinaria al Servizio fitosanitario o per e-mail all'indirizzo piero.braccini@regione.toscana.it.

La copia delle schede compilate e in aggiornamento deve essere presente in azienda durante tutto il campionamento. In caso di controllo delle trappole da parte di un tecnico, e quindi non inviate al Servizio fitosanitario, deve essere conservata integra fino al 31 maggio dell'anno seguente.

In ogni caso la presenza dell'insetto Scaphoideus titanus deve essere segnalata anche nelle zone non focolaio in tutto il territorio della Toscana ed i dati identificativi dei vigneti (comune, azienda, vigneto, foglio e particelle catastali) devono essere comunicati.

L'effettuazione dei trattamenti obbligatori, di cui all'allegato F del decreto e illustrati qui di seguito, rendono facoltativo il monitoraggio sulla presenza dell'insetto.
 

Lotta obbligatoria contro Scaphoideus titanus

Il decreto rende obbligatoria anche la lotta contro l'insetto Scaphoideus titanus nelle modalità descritte nell'allegato F.

La lotta è obbligatoria per tutti i vivaisti di tutto il territorio regionale e per i viticoltori delle zone focolaio o delle zone in cui sia stata segnalata la presenza dell'insetto.

Per la lotta si raccomandano misure agronomiche come: l'eliminazione dei residui di potatura, la rimozione precoce dei polloni della vite e lo sfalcio dell'erba nei vigneti per evitare il più possibile che la vegetazione spontanea copra la base dei ceppi.

Per la lotta chimica sono previsti due trattamenti obbligatori nei vivai viticoli, uno con principi attivi specifici per le forme giovanili e uno con principi attivi specifici per le forme adulte dell'insetto.

Nei vigneti per la produzione di uva sono obbligatori un trattamento per le aziende convenzionali e due trattamenti per le aziende biologiche. Per quanto riguarda le aziende biologiche il principio attivo più efficace è il piretro naturale che deve essere somministrato nelle ore serali, con alti volumi di acqua (almeno 6 hl a ettaro) e con acque non alcaline o non in miscela con altri fitofarmaci alcalini come la poltiglia bordolese.

Per proteggere le api e gli altri insetti pronubi è vietato trattare in condizioni di vento, in fase di fioritura della vite ed è necessario sfalciare l'erba dei filari soprattutto se ci sono piante fiorite.

Per decidere il periodo di trattamento è importante fare riferimento al bollettino pubblicato sul sito del Servizio fitosanitario regionale. Mentre per i principi attivi utilizzabili si rimanda alla tabella dell'allegato F.

In questo articolo

Suggerimenti? Pensi che le informazioni riportate in questa pagina siano da correggere? Scrivici per segnalare la modifica. Grazie!

I nostri Partner

I partner sono mostrati in funzione del numero di prodotti visualizzati su Fitogest nella settimana precedente

Fitogest® è un sito realizzato da Image Line®
® marchi registrati Image Line srl Unipersonale (1990 - 2019)

Utilizzare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell'uso leggere sempre l'etichetta e le informazioni sul prodotto. Si raccomanda di porre la dovuta attenzione alle frasi ed ai simboli di pericolo che compaiono nell'etichetta ministeriale.