2021
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Concia del seme: non solo difesa, anche precisione

In molte colture, come il mais, la concia del seme permette alla pianta di svilupparsi al meglio fin dai primi giorni, con ripercussioni su produzioni e qualità. Ma la concia aiuta l'agricoltore anche ad ottimizzare la seminabilità...

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Sono molteplici i vantaggi dell'impiego di seme conciato

Fonte immagine: Bayer

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.
 
Per un uso consapevole degli agrofarmaci

Le speranze di ogni agricoltore partono dal seme. È da questo piccolo nucleo di vita che poi si svilupperanno la pianta e i suoi frutti. Per questa ragione è di fondamentale importanza difendere il seme fin dal principio, da quando cioè viene messo a dimora nel terreno. Su questo fronte operano i concianti, prodotti di varia natura che vengono applicati al seme con precisione e lo accompagnano nei primi stadi di sviluppo.

I concianti più diffusi sono i fungicidi, che fungono da barriera da attacchi di microrganismi patogeni, e gli insetticidi, che impediscono agli insetti di cibarsi del seme o della plantula. Ultimamente sono sempre più diffusi anche i biostimolanti, sostanze in grado di difendere la pianta dagli stress abiotici (caldo, freddo, siccità, etc.) o di migliorarne le capacità nutritive.


La concia, il migliore investimento per chi vuole il massimo

Spesso gli agricoltori si chiedono se valga la pena utilizzare seme conciato. Secondo alcune stime elaborate da Assosementi senza l'aiuto dei semi conciati si potrebbero avere perdite di raccolto anche superiori al 20% e possibili aumenti dei costi fino al 200%.

Ma in fondo si tratta di una questione di buon senso: le cure che l'agricoltore riserva ad un campo di mais durante tutto l'anno sono indipendenti dal numero di piante presenti. Per rendere più razionale l'investimento è dunque buona cosa massimizzare il numero di piante che sopravvivono ai primi giorni di vita. E la concia permette al seme proprio di esprimersi al meglio.

Se i fungicidi e gli insetticidi sono i prodotti più comunemente impiegati per la concia, una quota sempre maggiore di sementi è trattata anche con i biostimolanti. Quando germoglia il seme è infatti molto fragile e i prodotti ad azione biostimolante non fanno altro che aiutare la pianta a difendersi e a nutrirsi meglio grazie all'azione di composti di origine naturale oppure di microrganismi.

Da questo punto di vista è interessante la tecnologia Acceleron messa a punto da Bayer per la concia del mais. Accanto ai trattamenti tradizionali i chicchi vengono trattati con il prodotto B-360, un biostimolante a base di LCO (lipochitoligosaccaride), una molecola che è coinvolta nell'associazione simbiotica tra le radici della pianta e i funghi micorrizici.
 

In altre parole B-360 'invia' un segnale alla pianta che favorisce l'ingresso dei funghi nelle cellule radicali e stimola la germinazione delle spore. Ma perché si deve favorire lo sviluppo di questi miceti? È risaputo che i funghi micorrizici creano una simbiosi con le piante aiutandole con le loro ife ad esplorare una porzione maggiore di terreno.

"Se la grandezza di una radice di mais fosse quella di un dito, la ifa di un fungo equivarrebbe ad un capello", spiega Matteo Masin di Bayer, head of market development central Med. "Questo significa che i funghi aiutano il mais ad esplorare meglio il terreno, intercettando maggiore acqua e nutrienti di quelli che la pianta potrebbe trovare da sola. Prove di campo hanno dimostrato che questa simbiosi può portare ad un incremento della resa pari al 2%".


Quando la concia aumenta la precisione di semina

Ogni maiscoltore sa quanto sia importante la precisione della semina. Le fallanze o i semi doppi rappresentano infatti un mancato guadagno. Questo è ancora più vero quando si lavora a densità elevate. Se infatti oggi i maiscoltori seminano a sette-otto piante per m2, in commercio ci sono degli ibridi in grado di esprimersi al meglio a densità di dieci, anche undici piante al m2.

"Da anni studiamo il comportamento dei nostri ibridi di mais nei diversi ambienti di coltivazione e siamo in grado di assistere l'agricoltore nella scelta della corretta densità di semina al fine di massimizzare il suo guadagno netto", racconta Masin. "Quando si opera a densità elevate, pari a dieci-undici piante al m2, la percentuale di errore deve essere bassissima se si vuole preservare l'investimento".

Per ridurre le fallanze o i semi doppi il maiscoltore deve dunque adeguare la velocità (soprattutto se la seminatrice non è elettrica), tarare la macchia agendo sui selettori dell'elemento di semina e favorire lo scorrimento del seme dalla tramoggia fino al terreno. Capita spesso infatti che i semi, soprattutto se conciati, non scivolino bene sulle superfici in plastica e, rallentando la propria caduta, rendano incostanti le distanze.

Un problema che gli agricoltori provano a superare mettendo del borotalco nella tramoggia. Questo, riducendo gli attriti, aiuta il seme nella sua corsa verso il suolo. Esiste tuttavia un metodo più efficace e sicuro per aumentare la 'scorrevolezza' del seme.

Insieme alla concia Dekalb applica anche una micropellicola che riduce al minimo l'aderenza del seme alle superfici plastiche. In questo modo si evitano ritardi nel percorso tra il disco selettore e il terreno a tutto vantaggio di un ritmo di semina costante. "Si tratta di un piccolo accorgimento che può fare la differenza. Una densità corretta significa mettere le piante nelle condizioni di esprimersi al meglio e i risultati a fine anno si vedono sulla quantità di granella prodotta", sottolinea Masin.
 
 

Sementi conciate, dieci consigli per un utilizzo corretto

Se gli agricoltori hanno ormai capito l'importanza di manipolare gli agrofarmaci correttamente, proteggendo se stessi e l'ambiente, talvolta c'è la percezione errata che le sementi conciate non siano da maneggiare con altrettanta accortezza. E invece i semi sono ricoperti da un sottile strato di agrofarmaco e i sacchi sono equiparabili alle taniche di prodotto fitosanitario.

Ecco quindi perché è necessario seguire queste dieci semplici regole per utilizzare in maniera corretta le sementi conciate:
1. Le sementi conciate devono essere stoccate in un magazzino ben areato, al riparo dalla luce e dalle intemperie, non accessibile a persone non autorizzate o ad animali.
2. Sull'etichetta di ogni sacco sono riportate informazioni importanti per l'impiego della semente e avvertenze riguardanti gli agrofarmaci impiegati per la concia. Bisogna dunque leggerla attentamente e attenersi alle disposizioni elencate.
3. Quando si movimentano o si aprono i sacchi bisogna indossare i corretti Dispositivi di protezione personale come indumenti coprenti, guanti, occhiali e mascherina.
 

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4. Il carico delle tramogge deve avvenire in campo, in quanto la seminatrice non può viaggiare su strada carica.
5. In caso di seminatrici pneumatiche è importante impiegare dei deflettori che impediscono il diffondersi di polveri.
6. Per lo stesso motivo bisogna evitare di scuotere i sacchi vuoti per far uscire la polvere o svuotarla nella tramoggia della seminatrice.
7. È vietato seminare quando c'è vento.
8. Verificare il corretto interramento dei semi per evitare che questi siano mangiati da uccelli o mammiferi.
9. Nel caso di rimanenze a fine semina è vietato disperdere i semi in ambiente o di utilizzarli come mangime. È sconsigliato poi conservarli per la semina dell'anno successivo in quanto la germinabilità decresce con il tempo.
10. I sacchi vuoti devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi, al pari dei flaconi di agrofarmaci. È vietato dunque bruciarli, interrarli o conferirli con i rifiuti urbani. È inoltre vietato impiegare i sacchi per altri scopi, ad esempio per contenere prodotti agricoli.


La concia, partiamo con il piede giusto

L'impiego di sementi conciate permette alle piante di partire nelle migliori condizioni e quindi di esprimersi al meglio in campo, massimizzando le produzioni a fine anno. Per questo è l'agricoltore il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per l'iniziativa AgriCampus.

Ma l'utilizzo corretto di seme conciato va anche a vantaggio dell'ambiente. Massimizzare la produttività significa ottimizzare l'uso di tutte le risorse, suolo compreso. Producendo più cibo in meno spazio si evita quindi che altre terre vengano sottratte alla natura per essere destinate all'agricoltura.
 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contenuti provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a febbraio per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata a resistenza infestanti grano e mais.



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