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EVENTO - Frudur-0, verso una filiera del grano duro a residuo zero

Coniugando i pregi dell'agricoltura convenzionale con l'assenza di residui di prodotti fitosanitari tipica del biologico. Appuntamento con il convegno finale del progetto, che vede capofila Agricola 2000, il 23 novembre 2022 presso Cascina di Mezzo a Liscate (Mi)

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Frudur-0: progetto, risultati, approfondimenti

Fonte immagine: Agricola 2000

Fornire alimenti in grado di soddisfare le esigenze alimentari di una popolazione mondiale in crescita e rispettare vincoli qualitativi, sanitari ed ambientali sempre più rigidi. Tra le tante, sono queste alcune delle principali sfide che il settore agricolo oggi è chiamato ad affrontare.

 

Per superarle risulta essenziale un importante processo di revisione che prenda in considerazione le diverse fasi della produzione agricola: lavorazione del terreno, fertilizzazione, scelta varietale, difesa dalle avversità, e diversi processi di prima e seconda trasformazione della filiera. In questo quadro il frumento duro presenta un'ottima compatibilità con l'organizzazione e la struttura delle aziende cerealicole e dei terzisti lombardi e in particolare della Martesana, territorio a Nord Est di Milano.

 

Ecco che entra in gioco Frudur-0, un progetto finanziato dalla Regione Lombardia (Feasr- Psr 2014-2020, Operazione 16.1.01 Gruppi Operativi Pei) che ha come fine quello di mettere a punto un protocollo per la produzione di frumento duro di elevata qualità e competitivo sul mercato. Una filiera in grado di far convivere alti livelli di produzione e di sanità della granella con l'assenza di residui di prodotti fitosanitari.

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Lanciato nel 2019, Frudur-0 vuole sviluppare un protocollo agronomico per l'intensificazione sostenibile della produzione di grano duro a residuo "zero", cioè con lo stesso livello di residui di prodotti fitosanitari consentito nelle produzioni biologiche (<0,01 milligrammi/chilogrammo).

 

Per raggiungere questo risultato sono state sperimentate in campo da Agricola 2000 (capofila del progetto), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (Disafa) dell'Università degli Studi di Torino e il Distretto Agricolo Adda - Martesana, le varietà maggiormente promettenti di frumento duro. È stata inoltre testata l'efficacia di diverse strategie di coltivazione e mezzi tecnici, andando ad individuare quelli più utili allo scopo.

 

Frudur-0, a che punto siamo?

Il punto sul progetto verrà fatto il prossimo 23 novembre grazie al convengo finale intitolato "Verso una filiera del grano duro a residuo zero della Martesana".

 

Dopo i saluti istituzionali di Roberto Pirola, Dama Distretto Adda Martesana e di Flavio Barozzi, Società Agraria di Lombardia, Regione Lombardia (in attesa di conferma), l'evento vedrà numerosi interventi da parte di esperti del settore.

 

Presente Maurizio Floris (Associazione Granaria Milano) con focus sulla borsa del frumento duro e sui nuovi mercati, Marta Guarise (Agricola 2000), che illustrerà lo scopo e le finalità del progetto, Aldo Ferrero (Disafa), che si concentrerà sul tema della sostenibilità parlando delle strategie di difesa per il contenimento dei residui, ed infine Amedeo Reyneri (Disafa) che si focalizzerà sul protocollo di produzione.

 

Modera Tommaso Cinquemani, giornalista di AgroNotizie®.

 

L'appuntamento è presso Cascina di Mezzo a Liscate, in provincia di Milano, dalle 9:30 alle 12:30.

 

Per maggiori informazioni sul convengo è possibile consultare la locandina.

 

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