2019
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Basterà la vespa samurai contro la cimice asiatica?

L'entrata in vigore del Dpr 102 non consente automaticamente l'immissione del parassita in Italia: mancano alcuni passaggi non banali

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Con l'entrata in vigore del Dpr 102 ci sono grandi speranze per la vespa samurai, antagonista naturale della cimice asiatica

Fonte immagine: © Miyuki Salake - Fotolia

L’Italia agricola sotto l’attacco della cimice asiatica che sta devastando i frutteti del nord e della Xylella che falcidia gli ulivi al sud prova a reagire: lo scorso 20 settembre è entrato in vigore il Dpr 102 che consentirà, una volta terminati tutti i passaggi istituzionali, l’immissione di organismi alieni nel territorio nazionale, tra cui Trissolcus japonicus, il parassita naturale della cimice asiatica (Halyomorpha halys), ormai per tutti “vespa samurai”.

Il provvedimento ha modificato il recepimento della direttiva 92/43/CEE sulla conservazione degli habitat naturali e prevede che il ministero dell’Ambiente pubblichi un decreto con i criteri da adottare in questi casi. Solo dopo questo passaggio le regioni e le province autonome potranno chiedere ufficialmente il lancio del parassita dopo la presentazione di un’analisi costi-benefici (anche qui! ci viene da sintetizzare così la dicitura nel provvedimento). Nella stesura dei criteri il ministero dell’Ambiente dovrà sentire il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il ministero della Salute, la Conferenza Stato-Regioni e aver ottenuto il parere favorevole del Consiglio del Sistema nazionale, organismo istituito nel 2016 e composto dal presidente dell’Ispra (che lo presiede, scusate il bisticcio), i legali rappresentanti delle agenzie per la protezione dell’ambiente delle regioni e delle provincie autonome di Trento e Bolzano e dal direttore dell’Ispra. Vi siete persi?
 

E’ l’Italia, bellezza!

Nell’Italia dei doppioni e delle ridondanze qualunque provvedimento urgente diventa una corsa a ostacoli per via della serie interminabile di interlocutori da interpellare che da una parte assicurano pluralità ed equilibrio ma dall’altra minano l’efficacia dello stesso. In particolare il ministero dell’Ambiente ha sei mesi per decretare i criteri che le regioni dovranno adottare per presentare la loro analisi costi-benefici a supporto della loro richiesta di usare la vespa samurai contro la cimice asiatica (e non solo). Quindi: il Dpr 102 è entrato in vigore il 20 settembre, il ministero dell’Ambiente deve aspettare il regolamento dell’Ispra per pubblicare il decreto e lo deve fare entro il 20 marzo 2020. Eventuali ritardi degli attori della filiera faranno slittare l’intera procedura. Dopo la pubblicazione dei criteri le regioni potranno avviare la loro analisi costi-benefici e quando presenteranno la loro istanza essa dovrà essere esaminata (attenzione: potrebbe anche non essere accolta) entro 60 giorni (e siamo già a maggio 2020) e finalmente i lanci della vespa samurai potranno iniziare.
 

Il principio di precauzione

Secondo gli esperti che da tempo studiano i parassiti della cimice asiatica, le controindicazioni all’utilizzo della vespa samurai sono scarse, in quanto prove di laboratorio condotte in Svizzera hanno evidenziato sì la capacità del parassitoide di attaccare uova di cimici diverse da quella asiatica, ma quando “poteva scegliere” ha sempre preferito quelle di Halyomorpha halys rispetto alle altre specie in prova. Solo le uova della specie denominata Arma custos, una specie diffusa in Europa, Cina e Giappone ha evidenziato un’attrattività pari a quella della cimice asiatica. E questo è un potenziale problema, in quanto Arma custos è un predatore non specifico che attacca stadi larvali di lepidotteri e coleotteri ed è stato segnalato quale come fattore limitante delle popolazioni di dorifora della patata in Russia e della crisomela del pioppo in Francia. In studi di campo condotti in Cina Arma custos è stato rinvenuto su 40 specie di fitofagi di interesse agrario. I vantaggi della vespa samurai su altre specie di imenotteri quali Anastasius bifasciatus, che in particolari condizioni si comportano da iperparassitoidi (che uccidono i nemici naturali della cimice), non sarebbero quindi così clamorosi.

Ovviamente una ricerca bibliografica forzatamente superficiale come quella appena esposta a titolo di esempio non può sostituire l’attività scientifica degli istituti che da tempo stanno lavorando per trovare una soluzione di medio-lungo termine a un flagello come la cimice asiatica, ma può aiutare a comprendere la complessità dell’argomento che necessita di tutto tranne che di scelte affrettate.

Nel frattempo continueranno le autorizzazioni di emergenza fitosanitaria di insetticidi di varie classi chimiche, in attesa che anche questo alieno trovi un suo equilibrio e la sua popolazione rientri entro limiti accettabili.


Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi

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