Cladosporiosi del Pomodoro Cladosporium fulvum

Classificazione: Funghi > Macchie e necrosi fogliari da miceti

Agente patogeno che nel tempo ha assunto sempre maggior importanza, di pari passo con diffondersi della coltivazione in serra. E' proprio in tali ambienti che il patogeno trova le condizioni più favorevoli al suo sviluppo.

C. fulvum è un ifale della famiglia delle Dematiaceae con conidiofori eretti, tozzi, flessuosi, irregolarmente settati, più o meno ramosi, che portano conidi polimorfi. Questi possono avere forma ovoidale allungata con dimensioni nell'ordine di 12 x 7 micron; possono anche avere forma tendenzialmente cilindrica (di dimensioni di circa 20 x 7 micron). Sono perlopiù monocellulari, spesso monocellulari. I conidi, in genere, sono più corti nelle normali condizioni di serra e più lunghi e diritti in caso di umidità satura e scarsa illuminazione.

Con l'introduzione di cultivar resistenti il fungo ha differenziato biotipi resistenti.

 

Biologia

Il patogeno si perpetua grazie alle fruttificazioni conidiche libere o sui residui delle foglie malate. Le fruttificazioni conidiche possono mantenersi vitali anche per vari mesi.

Le infezioni sono favorite da temperature attorno ai 22-24°C in concomitanza a tenori elevati di umidità ed assenza di correnti d'aria. Le infezioni possono comunque avere luogo con temperature variabili tra 12 e 26°C e umidità relativa attorno all'80-90% per almeno 4 ore.

Le condizioni predisponenti si presentano più frequentemente in serra.

In condizioni ottimali (24°C ed umidità del 90%) il periodo di incubazione della malattia è di 10-12 giorni.

 

Danni causati

C. fulvum colpisce foglie, sepali e più raramente i frutti. Sui lembi fogliari compaiono macchie giallastre, poco definite, che sulla pagina inferiore si ricoprono da una leggera muffa grigio-verdastra o tendente al viola, formata dalle fruttificazioni della crittogama.

Ad infezione avanzata, le foglie accartocciano e disseccano.

 

Interventi agronomici

In serra: arieggiare gli ambienti; irrigare a manichetta evitando ristagni idrici; riscaldare la serra durante le ore notturne nel periodo primaverile; orientare la scelta varietale su cultivar resistenti; impiegare seme sano e/o conciato.

 

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