Mal bianco (Sphaeroteca pannosa) Sphaeroteca pannosa

Classificazione: Funghi > Oidio

Crittogama che differenzia una forma ascofora (S. pannosa var. persicae) ed una conidica (Oidium leucoconium var. persicae). La malattia da esse cagionata è piuttosto frequente nei pescheti di diverse areali italiani. Il patogeno può colpire pesco e albicocco.


Biologia

Si conserva come micelio localizzato entro le gemme e, anche se più raramente, come fruttificazioni ascofore. Negli areali caratterizzati da climi particolarmente miti, può svernare anche come micelio che riveste esternamente i rami. I cleistoteci di S. pannosa hanno forma prevalentemente sferica, di diametro variabile da 90 a 120 micron, dapprima bruni e successivamente neri. Contengono un unico asco, con ascospore unicellulari, ialine e ovali (circa 14x25 micron di diametro).

In primavera il fungo entra in contatto con i giovani organi della pianta ospite dando origine ai primi punti di infezione. Il micelio sviluppa sulla superficie della matrice, limitandosi ad inviare degli austori vescicolosi all'interno delle cellule epidermiche. Non sono del tutto note le condizioni predisponenti la malattia. L'iniziale insediamento della crittogama pare avantaggiarsi di periodi primaverili caratterizzati da elevata umidità. La successiva propagazione sembra invece favorita da andamenti climatici caldo-umidi in assenza di precipitazioni. Il potenziale di diffusione è ridotto da piogge abbondanti e tenori di umidità relativa inferiori al 70-75% e temperature superiori ai 28-30°C.

Danni causati

I sintomi dell'infezione divengono visibili a primavera inoltrata, interessando le foglie, i rametti erbacei ed i frutti in fase di accrescimento.

Le foglie infette mostrano delle aree leggermente decolorate ricoperte, in corrispondenza della pagina fogliare superiore, di una tenue efflorescenza biancastra, formata dagli elementi vegetativi-riproduttivi del patogeno. Tale alterazione si estende successivamente a tutta la pagina fogliare, che assume via via un aspetto deforme, con dimensioni più ridotte del normale e portamento cascante.

I rami colpiti presentano una crescita stentata e si ricoprono di uno spesso feltro miceliale persistente, anche una volta completata la lignificazione.

I frutti sono particolarmente suscettibili all'infezione, evidenziano sintomi della malattia con delle chiazze biancastre, isodiametriche, con contorno sfumato. A seconda della precocità e dell'intensità dell'attacco, si può giungere alla cascola prematura dei frutti. Se i frutti permangono sulla pianta continuano ad accrescersi e la presenza fungina tende con il tempo a scomparire, scoprendo un'epidermide necrosata e, a volte, soggetta a piccole spaccature.

Interventi agronomici

Utilizzare varietà poco suscettibili, in particolare nelle aree ad alto rischio di infezione. Effettuare fertilizzazioni ed irrigazioni equilibrate.

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