Altica d'inverno della Colza Psylliodes chrysocephala

Classificazione: Insetti > Coleotteri crisomelidi

Altica ritrovabile in tutto il continente europeo, Italia inclusa; compie la sua attività trofica principalmente a spese della colza, non disdegnando anche altre crucifere di interesse agrario come cavoli, rapa e senape. Attacca inoltre diverse essenze spontanee della stessa famiglia.

Adulto di colore blu metallico, dalla forma ovale-allungata. Antenne giallastre, più scure nella metà distale. Zampe anteriori e mediane generalmente di colore giallo-rossiccio chiaro, femori posteriori inscuriti e ingrossati, atti al salto. Elitre con interstrie distintamente punteggiate. 

La varietà kollaris presenta il protorace giallo-rossiccio e le elitre di colore blu o verde metallico.

A maturità raggiunge i 3,5-4,5 mm di lunghezza.

Uova di colore aranciato di circa 1 mm di lunghezza.

Biologia

Compie un'unica generazione annuale. I nuovi adulti invadono gradualmente o in massa le coltivazioni nel periodo autunnale, dal mese di settembre, alimentandosi tramite erosioni a carico delle foglioline delle plantule; 10-15 giorni dopo il loro insediamento e con temperature tra i 4 e i 12°C, le femmine iniziano a deporre le uova. Il processo di ovodeposizione si protrae per tutto l'autunno (con temperature superiori a 2°C), riprendendo poi con la fine dell'inverno o inizio primavera.

Ogni femmina depone mediamente oltre 300 uova, nel terreno (alla base delle piante), in maniera isolata o in gruppi di 2-8 elementi.

Lo sviluppo embrionale avviene con temperature superiori ai 3,2°C, concludendosi una volta raggiunti 240 gradi-giorno e solo 150 gradi-giorno con limite termico di 7°C. Oltre metà delle uova deposte genera larve prima del sopraggiungere dell'inverno. Quelle rimanenti e quelle deposte a fine inverno o inizio primavera danno origine a infestazioni larvali di minore interesse agronomico in quanto le piante hanno già superato lo stadio di suscettibilità.

Le larve appena nate penetrano nel picciolo delle foglie più vecchie, scavandovi gallerie; le larve a sviluppo più avanzato, in primavera, minano il fusto e il germoglio apicale, interferendo in questo modo con il normale sviluppo della pianta.

Il sopraggiungere di temperature inferiori ai 4°C blocca l'attività larvale.

Le larve raggiungono la maturità attraverso 3 stadi di sviluppo e al raggiungimento di circa 250 gradi-giorno (limite termico 5°C), fuoriuscendo per impuparsi nel terreno a 1-5 cm di profondità. 

I nuovi adulti compaiono in maggio-giugno al raggiungimento di 250 gradi-giorno con limite termico di 10°C. Queste forme mature compiono la loro attività trofica sulle coltivazioni di crucifere, realizzando sporadiche erosioni ai danni delle foglie e delle silique, rifugiandosi poi nei più svariati nascondigli (sotto la vegetazione disseccata e altri siti ombreggiati).

Dopo un periodo di estivazione di circa 50 giorni fuoriescono alla fine di agosto colonizzando le nuove coltivazioni.

Danni causati

Gli adulti di P. chrysocephala compiono erosioni del diametro di qualche millimetro su cotiledoni e giovani foglie, lasciando intatta l'epidermide opposta.

L'apice della loro pericolosità si raggiunge nel periodo compreso tra l'emergenza delle plantule e lo stadio di 2-3 foglie. In estate, gli adulti appena sfarfallati possono arrecare sporadiche erosioni alle silique.

Le larve colpiscono le piante ospiti escavando dapprima il picciolo delle foglie passando successivamente nel fusto, ove creano gallerie che arrivano a danneggiare addirittura l'apice del germoglio; in quest'ultimo caso lo sviluppo della pianta ne esce compromesso.

le piante risultano particolarmente soggette agli attacchi larvali nello stadio compreso fra 4 foglie vere e ripresa vegetativa.

Le piante colpite presentano uno sviluppo stentato, risentono maggiormente degli abbassamenti termici e sono maggiormente suscettibili alle infezioni di Phoma lingam.

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