Forbicina Forficula auricularia

Classificazione: Insetti > Formiche

Insetto di origine paleartica che, grazie agli scambi commerciali, ha trovato diffusione in numerosi areali mondiali come Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone e Nuova Zelanda.

Specie ubiquitaria, può essere ritrovata su numerose piante arboree ed erbacee, spontanee e coltivate.

Adulto con corpo depresso, di forma allungata, con tegumento sclerificato di colore marrone lucente, con ali anteriori corte e inspessite. All'estremità caudale sono presenti due vistosi cerci. Quelli della femmina sono dritti con leggera curvatura distale, mentre nel maschio possono essere lunghi o poco arcuati (individui macrolabi), corti e fortemente arcuati (individui ciclolabi) o di misura e conformazione intermedie. A maturità raggiunge i 12-20 mm di lunghezza.

Uova di forma ovoidale, di colore bianco perlaceo, delle dimensioni di 2 x 1,5 mm.

Neanidi e ninfe di colore giallastro, simili morfologicamente agli adulti ma di minori dimensioni.


Biologia

F. auricularia rifugge la luce e frequenta di preferenza luoghi ombreggiati e caratterizzati da alta umidità ambientale; tende quindi a ripararsi sotto la corteccia distaccata delle pinate, sotto sassi, vasi, nelle crepe dei muri, all'interno delle pesche 'scatolate', fra le foglie degli ortaggi, tra gli acini dei grappoli d'uva in in numerosi altri rifugi.

All'inizio della stagione autunnale vengono formate delle coppie che riparano poi in nidi individuali, entro cui restano fino a tutto il mese di febbraio.

Le femmina, aiutata dal compagno, scava nel terreno umido e ben drenato un nido profondo diversi centimetri, entro il quale deporranno circa un'ottantina di uova. Queste ultime verranno sorvegliate assiduamente, rigirate e leccate con frequenza (quelle deteriorate vengono utilizzate come nutrimento).

La femmina vigila continuamente sulla propria covata, contrastando eventuali intrusi e anche il proprio compagno; il nido può essere abbandonato in caso di pericolo e se quello originale è invaso dalle muffe e da un'umidità eccessiva.

Le neanidi fuoriescono già in pieno inverno e fino al compimento della prima età restano raggruppate nel medesimo nido, vigilate dalla madre, nutrendosi probabilmente delle secrezioni boccali della stessa.

Alla morte della genitrice la figliata ne divora il corpo ed poi si disperdono nell'ambiente circostante per proseguire il ciclo vitale in maniera autonoma.

Lo sviluppo preimmaginale consta di 4 stadi giovanili, con i nuovi adulti che fanno la loro comparsa nella tarda primavera o in estate.

Danni causati

L'insetto si nutre di germogli, fiori, frutta matura o in corso di maturazione. Preda anche afidi, uova, larve e crisalidi di piccoli lepidotteri e persino adulti del coleottero Silpha spp.

Occasionalmente può cagionare danni sensibili sui frutti prossimi alla maturazione, specialmente quelli di albicocco e pesco. Meno frequenti risultano gli attacchi su mele, pere e susine. 

Nelle ore notturne crea erosioni tondeggianti, penetrando talvolta nella polpa, scavando mine entro le quali si rifugia.

Queste erosioni deprezzano i frutti, favorendo al contempo l'insorgenza di marciumi. Tali mine vengono anche sfruttate da Drosophila fasciata per deporre le uova, con le larve che in questo modo trovano l'ambiente favorevoli al loro sviluppo a livello dei tessuti deteriorati.

Spesso le forficule possono essere trovate all'interno dei frutti 'scatolati' di pesco, all'interno dei quali si nutre della polpa adesa al nocciolo. Altrettanto frequente è la presenza fra gli acini dei grappoli d'uva, ove si nutre della polpa degli acini deteriorati dalla botrite e dalle tignole.

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