Fillominatrice del pomodoro Tuta absoluta

Classificazione: Insetti > Lepidotteri

Specie originaria del Sud America, più precisamente della zona andina (Bolivia, Cile e Perù). La sua presenza nel continente europeo è stata segnalata per la prima volta nel 2006 in Spagna e successivamente in Africa del Nord, nell'Europa mediterranea ed in paesi più settentrionali come Olanda, Germania e Inghilterra. Le prime infestazioni in territorio italiano si sono registrate nel 2008 in Calabria, Sardegna, Sicilia, Liguria e Campania.

La pianta ospite di elezione è rappresentata dal pomodoro, infestando comunque anche coltivazioni di patate, melanzane e peperone.

Adulto con ali chiuse di aspetto bastoncellare, lungo 5-6 mm, di colore grigio con sfumature beige. Apertura alare di 10-13 mm.

Sulle ali posteriori si possono distinguere, nella metà apicale, una serie di strie scure disposte a raggiera su fondo giallo-ocraceo; nella metà basale si trova un numero variabile di macule scure, più o meno sfumate e distinte.

Antenne con anellature bianche e nere ben nette. Tibie e tarsi superiormente nericci con sottili anellature bianche. Gli organi genitali maschili hanno valve claviformi appena ricurve, con un grosso dente sul lato interno a metà della loro lunghezza. I due sessi si distinguono, oltre che per la diversa conformazione dei frenuli (composti da unica grossa setola nei maschi e da un fascetto di tre setole sottili nelle femmine), per il diverso rivestimento del lato onferiore dell'addome, bianco sporco con diffuse squamule grigiastre ai lati per i maschi, bianco candido con quattro serie sublaterali nette di linee oblique nere per le femmine.

Uovo di forma ellittico-subcilindrico, con estremità polari smussate. Di colore bianco brillante o appena giallognolo alla deposizione che tende al brunastro verso la maturità. Corion (rivestimento esterno) con microscultura a maglie reticolari. Dimensioni: 0,35-0,38 x 0,22-0,25 mm.

Larva subcilindrica, con capo ben evidente, tre paia di zampe toraciche e cinque paia di pseudozampe addominali. Colore di fondo gialliccio o verdognolo per quasi tutto lo sviluppo con dorso di tonalità rosata più o meno intensa. Il capo, dalla III età, è di colore giallo, annerito ai lati e posteriormente. Placca protoracica chiara con il solo bordo latero-posteriore di colore castano o nerastro. Placca sopranale incospicua. Uncini delle pseudozampe ventrali, su III IV V e VI segmento, disposti in circolo, con 15-20 elementi di varie dimensioni. Dalla seconda età le corone di uncini si aprono sul lato esterno, tanto che nelle larve in stadio di sviluppo avanzato esse sono aperte per almeno un quarto della circonferenza. Gli uncini delle pseudo anali (sul X e ultimo segmento) sono invece disposti in serie arcuata, in numero di 10-12.

Crisalide di tipo obtecto (con le future appendici dell'adulto che si formano in astucci sclerificati (teche) tenute strettamente aderenti al corpo), affusolata, da 3,8 a 4,5 mm di lunghezza e larga 1,3-1,5 mm. Di colore verdognolo appena formata, e presto tendente al nocciola sempre più intenso, quindi castana a maturità.

Biologia

T. absoluta ha un ciclo evolutivo privo di diapausa (senza interruzione dell'attività trofica), con lunghezza degli stadi che varia in ragione delle condizioni ambientali e soprattutto della temperatura (questo a causa della caratteristica eterotermia propria delle farfalle, che le rende incapaci di adattare la temperatura corporea a quella dell'ambiente esterno). Il ciclo biologico può durare da 25 a 75 giorni in dipendenza dell’andamernto climatico. In condizioni favorevoli per l’insetto, non rare nel bacino del Mediterraneo unitamente alla diffusione della coltivazione in serra, si possono avere sino a 10 o 12 generazioni all’anno.
Gli adulti nelle ore diurne rimangono nascosti fra le foglie ed al suolo; ogni femmina può deporre molte decine di uova (fino a 200), prevalentemente sulla pagina superiore delle foglie oppure sui fusti giovani e teneri o sui sepali di frutti immaturi. Successivamente alla schiusura, le giovani larve penetrano nelle foglie, nei fusti o nei frutti a qualsiasi stadio di sviluppo della pianta. 

Le larve scavano gallerie, digitiformi, dentro le quali si sviluppano. Le larve mature si imbozzolano nelle gallerie aperte nelle piante oppure nel terreno.

La farfalla adulta vive 1-2 settimane (le femmine risultano più longeve rispetto ai maschi).

Danni causati

I danni a carico delle foglie si manifestano con la comparsa di gallerie (rimane soltanto l'epidermide della foglia, perché il parenchima viene divorato dalle larve); ogni mina contiene una larva ed i suoi escrementi. Col passare del tempo le gallerie necrotizzano ed imbruniscono. 

I frutti vengono attaccati dalle larve in qualsiasi stadio di maturazione. Le bacche colpite presentano necrosi sul calice oppure dei fori di fuoriuscita in superficie, divenendo a questo punto invendibili ed inutilizzabili. I punti di fuoriuscita creati dall’insetto su foglie, fusti e frutti costituiscono vie d’accesso per altri patogeni.

Interventi agronomici

Effettuare accurate lavorazioni del terreno all'inizio del ciclo produttivo, allo scopo eliminare il maggior numero possibile di crisalidi svernanti.

Proteggere le aperture delle serre con apposita rete anti insetto e con un sistema di ingresso a doppia porta. 

Realizzare rotazioni colturali con piante diverse dalle solanacee. 

Prevedere periodi di riposo tra un ciclo colturale ed il successivo.

Trapiantare piantine sane, certificate e di sicura provenienza. 

Eliminare, previa bruciatura, delle piante e delle parti di esse attaccate o e dei residui della coltura solanacea precedente.

Prestare particolare attenzione alle operazioni di diserbo ovunque si debbano svolgere (in serra, fuori serra e in pieno campo) avendo cura di eliminare le solanacee spontanee nelle vicinanze delle serre e delle coltivazioni in pieno campo.

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