Nottue defogliatrici Mamestra brassicae - Autographa gamma - Laphygma exigua

Classificazione: Insetti > Nottue

M. brassicae è una nottua diffusa nei continenti europeo ed asiatico; in Italia può essere comunemente ritrovata in tutti gli areali. Estremamente polifaga, attacca diverse piante di interesse agrario e spontanee come barbabietola da zucchero, bietola da foglia, cavoli, cereali, girasole, insalate, patata, peperone, pomodoro, sedano, spinacio, colture floreali, ecc. Può infestare anche alcuni fruttiferi come melo, pero e pesco.

Adulto con ali anteriori grigie con linea ondulata submarginale biancastra e macchia reniforme chiara, bordata di bianco. Le ali posteriori sono grigio chiare, più scure nella metà distale. Le tibie posteriori sono caratterizzate dal tipico sperone. Dimensioni: 35-45 mm di apertura alare. Uovo di forma subsferoidale, con corion interessato da solcature longitudinali e con macchia polare e fascia equatoriale di colore rosso-bruno in fase avanzata dello sviluppo embrionale, del diametro di 1,2 mm. larva di I età giallo-verdognola con capo, placca pronotale, scudo anale, verruche pilifere e zampe di colore nero. Larva fino alla V età con capo color miele e addome verde chiaro con linea soprastigmatica bianco crema. Larva dell'ultima età dorsalmente bruna e ventralmente gialla, con linee dorsali oblique e una macchia a forma di ferro di cavallo posta nella parte posteriore. Il capo è color miele e presenta un disegno reticolato. A maturità raggiungono i 40 mm di lunghezza. Crisalide bruno rossastra con cremaster fornito di due spine accostate, della lunghezza di 20 mm.

A. gamma, anch'essa notevolmente polifaga, vive a spese di numerose piante coltivate come barbabietola da zucchero, cavoli, conifere, cucurbitacee, fagiolo, graminacee, insalate, patata, peperone, pisello, pomodoro, soia, tabacco, ecc. E' stata segnalata in una vasta area geografica costituita da Europa, Asia, Africa del Nord e Nord America.

Adulto con ali anteriori di color castano; il margine distale è fornito di una fascia cenerina entro la quale si distinguono due linee ondulate parallele; una macchia dello stesso colore è posta nell'angolo esterno inferiore; un'area sfumata di forma subtriangolare ha la base sul terzo distale del margine costale e la punta diretta verso il centro dell'ala. E' caratterizzata da un tipico motivo argenteo che imita la lettera gamma. le ali posteriori presentano una fascia marginale bruna. Raggiunge 40-45 mm di apertura alare. Uovo sferico, appiattito nella parte inferiore, con corion bianco latte interessato da numerose solcature radiali, del diametro di 0,6-0,7 mm. Larva matura visibilmente ristretta nella parte anteriore, di colore verde e solcata longitudinalmente da 6 linee dorsali e 2 laterali biancastre. Essendo priva delle prime due paia di pseudozampe demabula inarcando il dorso, similmente alle larve dei Geometridi. Dimensioni: 40 mm di lunghezza. Crisalide bruna sul dorso e verdastra nella parte ventrale, protetta entro un bozzolo candido.

L. exigua ha origine subtropicale ed è diffusa in Europa, Asia, Africa, America meridionale e centrale. é una specie estremamente polifaga, riscontrabile su insalate, barbabietola da zucchero, pomodoro, patata, asparago, erba medica, mais, tabacco, cotone, essenze spontanee, ecc.

Gli adulti hanno ali anteriori grigio-giallastre caratterizzate da una macchia orbicolare giallastra e da una lunula brunastra localizzata all'interno di una chiazza reniforme giallo ocra. Le ali posteriori sono di colore bianco, semitrasparenti con nervature e bordi brunastri. Raggiungono un'apertura alare di 25-30 mm. Le uova sono cupuliformi, di 0,5 mm di diametro, con costolature radiali; sono deposte in ovature ricoperte di peli biancastri. Le larve, con corpo sensibilmente assottigliato nella parte anteriore, sono di colore variabile dal verde chiaro al grigio, al bruno per quelle che conducono vita gregaria, con due linee laterali giallastre bordate in nero nella parte superiore. Le larve mature raggiungono i 25-28 mm di lunghezza. 

 

Le crisalidi, di colore brunastro e 15 mm di lunghezza, hanno la parte ventrale tendenzialmente verdastra e cremaster dotato di due paia di spine (quelle distali sono molto sviluppate).

Biologia

Gli adulti di M. brassicae sfarfallano dalla fine di aprile a tutto maggio. hanno abitudini notturne, rimanendo nelle ore diurne in mezzo alla vegetazione di svariate piante a foglia larga. Dopo l'accoppiamento la femmina depone fino a 2500 uova sulla pagina inferiore delle foglia, raggruppate in ovature monostratificate di 25-350 elementi. L'incubazione si protrae in ragione delle condizioni ambientali 85 giorni con 25°C, 10-12 con medie termiche meno favorevoli) Lo sviluppo larvale nell'arco di 6 stadi evolutivi, durando da 20 a 30 giorni a 20-25°C e 40-60 giorni con 12-15°C nel periodo autunnale. una volta mature le larve si incrisalidano nel terreno a circa 2-4 cm di profondità. Gli adulti del secondo volo fanno la loro comparsa in luglio, con gli sfarfallamenti che proseguono fino alla metà di ottobre con densità di popolazione più alta fra la seconda decade di settembre e quella di ottobre; da questi viene originata la seconda generazione, le cui larve mature daranno vita alle crisalidi svernanti. M. brassicae è caratterizzata da complessi fenomeni di diapausa delle crisalidi, legata a fattori ambientali interagenti (fotoperiodo, temperatura ambientale, tipo e quantità dell'alimentazione, ecc.). Possono inoltre aversi crisalidi della prima generazione caratterizzate da lunga diapausa che si protrae fino alla primavera successiva. Il ciclo viene ulteriormente complicato dalla presenza di popolazioni monovoltine, il cui periodo di volo può coincidere con quello delle bivoltine.

Gli adulti A. gamma hanno abitudini crepuscolari e notturne, a parte quelli dell'ultimo volo dell'anno che sono attivi anche nelle ore di luce. In primavera migra verso il Nord Europa, ritornando in autunno in Nord Africa. Il primo volo degli adulti si ha in aprile, con sfarfallamenti che proseguono fino al mese di ottobre. Le femmine, una volta fecondate, depongono mediamente 400-500 uova (con picchi da mille a 2100) in maniera isolata o in coppie, sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve emergono a seguito di un'incubazione che dura da 5 giorni (con 19°C) a 18 (con temperature di soli 12°C). La maturità è raggiunta in 2-3 settimane o più, in ragione delle condizioni termiche e di umidità e del substrato nutritivo, si incrisalidano sulla pagina inferiore delle foglie, all'interno di un bozzolo sericeo bianco.La durata di questo stadio dura da 5 a 26 giorni in funzione delle temperature. Negli ambienti italiani la nottua compie 3 generazioni annuali.

Il volo degli adulti di L. exigua, migranti dalle zone più calde, avviene in maggio-giugno. Le femmine depongono oltre 1700 uova sulla pagina inferiore delle foglie, creando ovature di 10-200 elementi che ricoprono poi con i peli del proprio addome.

 

Durante le prime età le larve vivono raggruppate sotto trame di fili sericei per poi disperdersi al raggiungimento degli stadi di sviluppo più avanzati. La maturità viene raggiunta in 15-20 giorni, dopo 5 stadi di sviluppo, quindi avviene l'incrisalidamento. Questo è eseguito nel terreno, all'interno di celle terrose di forma ovale, da cui scaturiranno gli adulti dopo 8-10 giorni. Negli areali italiani si hanno 3 generazioni annuali con cicli di sviluppo di circa 30 giorni e svernamento allo stato di crisalide.

Danni causati

Le larve di M. brassicae compiono la loro attività trofica a spese dell'apparato fogliare della pianta ospite, nutrendosi durante le ore notturne, effettuando in un primo momento piccole erosioni sulla pagina inferiore, divorando in seguito vaste porzioni del lembo, lasciando integri solo le nervature principali e il picciolo. Pesanti defogliazioni si possono riscontrare in autunno sulle bietole più tardive sugli ortaggi a foglia. Nel caso dello spinacio, la sola presenza di larve fra le foglie raccolte può cagionare il deprezzamento o il rifiuto della produzione. Su fruttiferi, in particolare sulle mele, i danni si possono rilevare occasionalmente in autunno; le larve, sviluppandosi sulla vegetazione infestante, arrivano sulle piante compiendo profonde erosioni rotondeggianti sui frutti, soprattutto su quelli più prossimi al terreno o a contatto con erbe infestanti.

Durante le prime due età le larve di A. gamma praticano inizialmente piccoli fori sulle foglie; in seguito divorano ampie porzioni del lembo, nervature comprese, compiendo inoltre erosioni anche a carico degli steli.

 

Il danno arrecato da L. exigua è causato dalle larve che si nutrono dell’apparato fogliare di numerose piante, cagionando forti diradamenti della coltura, riduzione della superficie fotosintetizzante e conseguente perdita quantitativa e qualitativa di produzione.

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