Nottue terricole Scotia ipsilon - Scotia segetum

Classificazione: Insetti > Nottue

 S. ipsilon e S. segetum sono nottue estremamente polifaghe che compiono la loro attività trofica ai danni di pomodoro, patata, insalate, sedano, fragola, mais, barbabietola, soia, girasole, tabacco, ecc. Gli adulti di S. ipsilon hanno ali anteriori di colore grigio-giallastro, contraddistinte da un piccolo motivo a ipsilon posto a 1/3 dalla radice, originato dalla fusione della macchia claviforme con la banda trasversale interna dell'ala. Una piccola macchia cuneiforme si trova all'altezza del terzo distale, spostata verso il margine costale; posteriormente a questa si trovano altre due macchie cuneiformi più piccole. Le ali posteriori sono biancastre, imbrunite lungo il bordo e le nervature. Raggiungono i 40-45 mm di apertura alare. Quelli di S. segetum hanno ali anteriori di colore grigio, anche molto scuro, con macchie reniformi, ocellare o claviformi bordate di bruno. Le ali posteriori sono di colore bianco sericeo, tendenzialmente più grigiastre negli esemplari femmina. Raggiungono i 35-40 mm di apertura alare. Le uova di S. ipsilon sono subsferiche, inizialmente di un bianco opalescente, con corion dotato di solcature longitudinali, misurano 1,2 mm di diametro. Quelle di S. Segetum sono di forma subsferica, di 1,2 mm di diametro, con corion caratterizzato da numerose solcature longitudinali. Le larve di S. ipsilon, delle dimensioni di 40-50 mm di lunghezza, sono di colore grigio piombo con, sugli uriti, quattro piccole macchie rotonde, disposte ai vertici di un ipotetico trapezio (le anteriori sono molto più piccole delle posteriori). Il mento e il sottomento sono chitinosi e anneriti. Le larve di S. Segetum, sono di colore grigio, anche molto scuro. Su ogni segmento dell'addome sono visibili 4 macchioline nere collocate ai vertici di un trapezio ipotetico, con quelle anteriori più ridotte delle posteriori. Il mento e il sottomento sono chiari e non anneriti come per S. ipsilon. Le pseudozampe sono dotate di 10-12 uncini ambulacrali disposti sui 3/4 della corona. Misurano dai 40 ai 45 mm di lunghezza. Le crisalidi sono bruno-rossastre con cremaster fornito di due spine coniche leggermente divergenti con alla base un'espansione triangolare. Possono raggiungere i 25 mm di lunghezza. Le crisalidi di S. segetum sono prive dell'espansione triangolare alla base delle spine, che le contraddistinguono da S. ipsilon.

Biologia

 S. ipsilon svolge due generazioni annuali con volo degli adulti in giugno e fra fine luglio - metà di agosto, con sfarfallamenti che possono continuare anche in settembre-ottobre. Lo svernamento viene compiuto da larve in diversi stadi di sviluppo: con uova nel caso di ovodeposizioni avvenute nel tardo autunno e, raramente, con adulti. Il ciclo della nottua è periodicamente complicato da voli migratori primaverili ad opera di adulti che si spostano dall'Asia e dall'Africa verso il centro Europa per poi ritornare in autunno, con percorso inverso, verso climi più miti. Durante tali trasferimenti, se le farfalle incontrano fronti freddi, si fermano nei territori raggiunti dando il via a infestazioni primaverili o autunnali anche di grande intensità. Le femmine, attratte da terreni umidi e lavorati di recente, depongono le proprie uova in maniera isolata o in piccoli gruppi sulla pagina inferiore delle foglie o sulla vegetazione secca di piante spontanee. Ogni femmina depone fino a 2500 uova, dalle quali le larve fuoriescono dopo un'incubazione di durata correlata alla temperatura (da 4-6 giorni, con 20-25°C a più di 30 con 12-15°C). La larve completano lo sviluppo in un lasso di tempo che va dai 43-50 giorni con 20-24°C ai due mesi con 15°C, per incrisiladarsi successivamente nel suolo senza costruirsi il bozzolo.

Gli adulti di S. segetum fanno la loro comparsa nelle coltivazioni in aprile-maggio. Svolgono la propria attività trofica nelle ore notturne e, dopo l'accoppiamento, le femmine depongono oltre 2000 uova, raggruppandole in ammassi di 100-200 elementi, sulle foglie più basse delle piante coltivate, delle essenze spontanee e sul terreno. L'incubazione porta alla nascita delle larve nel giro di una settimana (con 20°C) o 15 giorni (se la temperatura scende al di sotto dei 15°C). Con temperature di 24-28°C le nascite avvengono anche in 4-5 giorni. La larva attraversa 6-7 stadi evolutivi nell'arco di circa 45 giorni con livelli termici intorno ai 20°C (con 28°C il ciclo evolutivo si conclude in poco più di 3 settimane). Al raggiungimento della maturità corrisponde la sospensione dell'alimentazione e, circa 4-8 giorni dopo, avviene l'incrisalidamento sulla superficie del suolo o leggermente interrate. Questo stadio dura in genere due settimane con 24-28°C e poco più di tre settimane a 20°C. I nuovi adulti emergono in luglio-agosto e il loro sfarfallamento si protrae fino agli ultimi giorni di settembre-primi di ottobre, con massime catture rilevabili in settembre. In questo modo comincia la seconda generazione di larve che, giunte  a maturità, svernano. Nelle regioni meridionali avviene un terzo volo di adulti in ottobre-novembre e l'inverno viene superato dalle larve immature dell'ultima generazione e dalle crisalidi più tardive della seconda. Il ciclo annuale può essere complicato dalla presenza di biotipi monovoltini. Possono inoltre presentarsi larve sviluppatesi con fotoperiodo corto e con bassa disponibilità alimentare che si incrisalidano circa due mesi dopo aver raggiunto la maturità, per poi arrivare allo stadio adulto solo nella primavera successiva, a seguito di una lunga diapausa.

Danni causati

 Le larve di S. ipsilon colonizzano inizialmente la parte aerea delle piante e compiono erosioni sulla pagina inferiore delle foglie. Successivamente, dopo il terzo stadio larvale, rifuggendo la luce divengono terricole e riparano alla base delle piante per compiere erosioni nelle ore notturne al colletto o sugli organi carnosi sotterranei, spostandosi poi nel terreno per cibarsi delle piante adiacenti. Le piante attaccate manifestano appassimenti vegetativi durante le ore più calde per poi avvizzire e disseccare rapidamente con ripercussioni dirette sulla densità d'investimento della coltura. I danni maggiori si riscontrano nelle semine primaverili, mentre sulle colture di secondo raccolto le infestazioni sono più rare. Gli attacchi si ripropongono ciclicamente, ogni 8-10 anni, e nelle annate di forte infestazione possono rischiare la distruzione le produzioni di interi comprensori. Nelle annate di presumibile inizio di un nuovo ciclo, in particolar modo in concomitanza di autunno e inizio primavera caratterizzati da elevata piovosità, occorre prestare maggior attenzione all'insorgenza di questa nottua.

Le larve di terza e quarta età di S. segetum vivono sulla parte epigea della pianta e si nutrono erodendo le foglie durante le ore diurne; quelle di età più avanzata vivono nel terreno, alla base delle piante. Durante le ore notturne erodono il colletto e gli organi carnosi sotterranei cagionando l'appassimento e la successiva morte dei vegetali attaccati. Forti infestazioni compromettono la densità di impianto/semina o addirittura l'intera coltura. Sulle piante di cocomero, le larve provocano erosioni della buccia degli organi a contatto con il suolo, andando così a deprezzare il prodotto.

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