R. speculum (Walker, 1851) è un insetto originario del Sud Est asiatico, dove è presente in Birmania, Cina (alcune regioni), Corea, Filippine, Giappone, India, Indonesia, Malesia, Singapore, Sri Lanka, Tailandia, Taiwan e Vietnam (Rossi e Lucchi, 2015). E' stata segnalata per la prima volta in Europa, in Italia, nel 2009 sulla costa ligure da Mazza e altri nel 2014.
Si tratta di una specie polifaga ritrovata su molte piante ospiti, arboree, arbustive ed erbacee (Gao et al., 2022). La specie può potenzialmente causare danni alle piante ospiti per l’attività di suzione della linfa delle forme giovanili che hanno l’abitudine di aggregarsi sulle piante (Gao et al., 2022) ma soprattutto a causa delle ferite di ovideposizione nei tessuti vegetali (Rossi et al., 2015; Lucchi e Rossi, 2016). La presenza delle uova inserite nei tessuti di giovani germogli o rametti può causare un deperimento degli stessi, mentre la produzione di melata legata all’attività di suzione non sembra creare danni sulle piante ospiti (Rossi et al., 2015). Viceversa, la cera flocculante che ricopre le forme giovanili può ricoprire i tessuti vegetali indebolendo i processi fotosintetici e causando un deperimento degli stessi (Gao et al., 2022). Attualmente l’impatto della specie in Italia è da valutare in maniera approfondita, così come la possibilità da parte della specie di trasmettere virus o fitoplasmi. Alla luce dell’elevato numero di individui nelle nuove aree di introduzione si ritiene utile indagare sullo status delle popolazioni dell’insetto nocivo, sugli aspetti bioecologici e i fattori ambientali predisponenti le proliferazioni, nonché sui nemici naturali presenti e potenzialmente efficaci; tutti aspetti necessari per poter definire opportune misure fitosanitarie. Insetto eterometabolo, il suo sviluppo si completa attraverso gli stadi di uovo, neanide di prima, seconda e terza età, ninfa di prima e seconda età e adulto.
L'adulto, sebbene possa essere scambiato ad un primo sguardo con una farfalla, è piuttosto facile da riconoscere: è di colore bruno, lungo circa 8 mm e con un'apertura alare di circa 18 mm. Sulle ali presenta 5 chiazze trasparenti due disposte al margine laterale, due al margine posteriore e una centrale (Mazza et al., 2014; Rossi e Lucchi, 2015). Le ali vengono tenute ripiegate a tetto quando l’insetto è a riposo, a protezione dell’addome. Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi, con un addome che termina in un ovopositore robusto, mentre i maschi hanno l’estremità addominale più appuntita. Il capo è largo quanto il torace, con la fronte più larga che lunga e una carenatura laterale. L’apparato genitale maschile di R. speculum è formato da un edeago esterno, circondato da due parameri e affiancato da due paia di appendici appuntite, il cui scopo è quello di afferrare la femmina per facilitare l’atto della copula. Il segmento anale sormonta quello copulatore dorsalmente. Nella femmina l’ovopositore è formato da 3 paia di valvule. Le valvule del III paio sono esterne, funzionano da protezione per le altre due paia e prendono parte attiva all’ovideposizione afferrando il rametto in cui l’ovideposizione deve avvenire; sono dotate di peli sui bordi esterni e molti denti (circa 35) lungo il margine postero-ventrale. Le valvule del I paio si trovano sull’VIII urite, sul margine ventrale interno dell’ovopositore. Tra le valvule del I paio è presente il secondo paio di valvule (IX segmento), a forma di lama e prive di denti. L’ovopositore è sormontato dal segmento anale, formato dai tergiti X e XI. Le uova presentano una forma ovale ed allungata e sono di colore bianco opaco. Il diametro è di circa 0,5 mm, la lunghezza è di circa 1 mm. Anteriormente le uova presentano un micropilo apicale circondato da un anello di aspetto spugnoso, circondato da celle di forme poligonali e aeropili. Il polo posteriore dell’uovo risulta essere convesso e privo di celle e aeropili. Le uova vengono deposte sulle piante ospiti, anche in gran numero. Le forme giovanili di R. speculum fuoriescono rompendo gli involucri dell’uovo (corion) longitudinalmente nella parte dorsale delle uova, generando frequentemente una spaccatura a forma di ipsilon. Caratteristico è l'aspetto delle forme giovanili che presentano delle strutture cerose sull'addome simili a delle piume disposte a coda di pavone e ben evidenti sulle età più avanzate. Le neanidi di prima età hanno dimensioni medie di circa 0,9±0,03 mm di lunghezza e 0,4±0,06 mm di larghezza. La neanide di seconda età presenta una lunghezza di 1,5±0,12 mm, 0,8 mm di larghezza. La neanide di terza età presenta una lunghezza di circa 1,71±0,23 mm e una larghezza di 1,1 mm. Il quarto stadio preimmaginale di R. speculum, ninfa di prima età, si distingue per la sua grandezza rispetto alle forme precedenti, e per la presenza di abbozzi alari sul torace. La lunghezza è di 1,8±0,29 mm, la larghezza di 1,6 mm; inoltre come già detto le caratteristiche forme cerose caudali sono più evidenti. La ninfa di II età rappresenta l’ultimo stadio preimmaginale dell’insetto, la lunghezza è di circa 5,0±1.1 mm per 3,4±0,54 mm di larghezza (Silvestri, 2017).
R. speculum completa una generazione all'anno (Mazza et al., 2019), anche se alcuni Autori (Yu, 2007) parlano di due generazioni negli areali di origine. Anche le osservazioni su iNaturalist confermano che la specie è univoltina in Italia. Le femmine depongono le uova, da 1 fino a oltre 70, generalmente in fila, sui giovani germogli o sulle nervature delle foglie delle piante ospiti (vedi Fig. 4). Le uova rappresentano lo stadio svernante. In laboratorio, a temperatura ambiente, è stato osservato che la vita media delle femmine è di 41,50±7,92 giorni, che il numero di ovature deposte è di 18,50±1,80 e il numero medio di uova deposte è di 193,25±21,22. Sempre in laboratorio a T di 25±3°C, i tempi di sviluppo per le forme preimmaginali sono N1=23 gg; N2=20 gg; N3=17 gg (Silvestri, 2017).
Sui giovani rametti in autunno si possono osservare le ovature che determinano un indebolimento e disseccamento degli stessi. Anomale proliferazioni di adulti sono state osservate in Liguria su olivo (Tozzini, 2022). La presenza di forme preimmaginali ricoperte di cera può essere talvolta accompagnata da presenza di melata.
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