2019
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Si fa presto a dire agrofarmaco biologico

Si moltiplicano gli agrofarmaci di origine naturale offerti dal mercato. Per un utilizzo consapevole serve prestare attenzione all'etichetta e scegliere prodotti affidabili

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Gli agrofarmaci di origine biologica concorrono alla sostenibilità dell'agricoltura moderna

Fonte immagine: Bayer

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.
 
Bayer AgriCampus è una iniziativa per migliorare le pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci
Bayer AgriCampus è una iniziativa per migliorare le pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci

Negli ultimi anni si è moltiplicata l'attenzione degli agricoltori verso gli agrofarmaci di origine biologica, quei prodotti che non contengono sostanze attive di sintesi, ma sostanze attive di origine naturale, intese come microganismi, loro sottoprodotti, estratti di piante e biochimici. Non esiste una definizione ufficiale e univoca per questa tipologia di agrofarmaci, che vengono chiamati sia agrofarmaci biologici, che prodotti agrobiologici, o ancora agrofarmaci di origine biologica o naturale. Per chiarezza, da qui in poi ci riferiremo ad essi con il termine agrofarmaci di origine naturale.

Gli agrofarmaci di origine naturale fanno parte dei mezzi tecnici di biocontrollo che comprendono i microrganismi utili, come funghi, batteri e virus; estratti di piante e semiochimici, ma anche strategie di difesa basate sull'utilizzo di trappole per la cattura massale degli insetti dannosi e il lancio di insetti utili, come bombi e coccinelle.
 
A sinistra, trappola Attract&Kill per la cattura della mosca della frutta. A destra, un'ape da miele come esempio di insetto utile
A sinistra, trappola Attract&Kill per la cattura della mosca della frutta. A destra, un'ape da miele come esempio di insetto utile

Gli agrofarmaci di origine naturale sono prodotti che contribuiscono alla protezione delle colture con il grande vantaggio di avere limitati effetti nei confronti degli insetti utili, minor rischio di sviluppo di farmaco resistenza, minor persistenza nell'ambiente e minori rischi di utilizzo per gli operatori. La loro natura gli permette di poter essere utilizzati in strategie di difesa integrate e, se autorizzati, anche in agricoltura biologica.

Si tratta di prodotti che per la loro stessa natura necessitano di un cambio di approccio da parte dell'agricoltore, abituato ad utilizzare prodotti di origine sintetica. Per ottenere il massimo risultato da questi prodotti è necessario farne un utilizzo consapevole, in grado di assicurare rese elevate, ma anche un raccolto di qualità. Utilizzo consapevole significa integrare questi prodotti nel proprio piano di difesa solo dopo la definizione di un programma di gestione del suolo, della parte aerea delle piante, dei macchinari e degli operatori. È quindi importante adottare un approccio molto tecnico, una gestione olistica del campo.

La riduzione dei livelli di residui (Maximum residue level, Mrl) ammessi dalla filiera alimentare, rende interessanti gli agrofarmaci di origine biologica anche per gli agricoltori non in regime di biologico che devono rispettare limiti residuali stringenti. Gli agrofarmaci di origine biologica non sono infatti soggetti a restrizioni in termini di Mrl e aiutano l'agricoltore ad ottenere un raccolto con minori tracce di fitosanitari.

Mezzi di biocontrollo e agrofarmaci di origine naturale

Va inoltre specificato che prodotti di origine biologica e agricoltura biologica non sono sinonimi. Un prodotto di difesa, per poter essere autorizzato in agricoltura biologica, deve prima essere registrato come prodotto fitosanitario dal Reg. CE 1107/09. Il principio attivo su cui si basa la sua azione deve poi rientrare tra quelli autorizzati in agricoltura biologica dall'Allegato II del Reg. CE n.889/08. È infine l'azienda produttrice a certificare l'ammissibilità del prodotto commerciale in agricoltura biologica.


Dalla cura alla prevenzione

Insomma, gli agrofarmaci di origine naturale rappresentano una valida risorsa per le aziende agricole. Per utilizzarli in maniera consapevole è bene aver presente alcune loro particolarità. Prima di tutto, quando si utilizzano in una strategia completamente biologica, bisogna privilegiare il loro utilizzo in un'ottica di strategia preventiva, piuttosto che curativa. L'obiettivo di quest'ultima è contenere i danni causati da insetti e malattie a livelli economicamente ed ecologicamente sostenibili.

In biologico, diventa quindi essenziale un corretto e continuo monitoraggio della coltura e l'abbassamento della soglia di intervento. In altre parole, se generalmente con gli agrofarmaci di sintesi il trattamento può essere fatto anche nel momento in cui si è già presentata una patologia o la pressione di un insetto è diventata critica, con gli agrofarmaci di origine biologica si passa dal concetto di cura a quello di prevenzione.

Prevenzione significa anche che gli agrofarmaci di origine biologica devono essere inseriti in una strategia che vada oltre la difesa, che integri tutti gli strumenti preventivi a disposizione dell'agricoltore. Le buone pratiche agronomiche, come la rotazione delle colture o l'utilizzo di macchinari adeguati, così come la scelta varietale, diventano essenziali.

In quest'ottica di prevenzione è utile sfruttare anche le potenzialità dei Dss (Decision support system) come ad esempio Movida di Bayer. In questo articolo abbiamo parlato in maniera approfondita di questo software in grado di aiutare il viticoltore nel controllo di peronospora e oidio. Incrociando diversi dati provenienti da più fonti il sistema prevede l'evoluzione della malattia e permette un miglior controllo del patogeno posizionando i trattamenti nel momento migliore.
 

Agrofarmaco biologico: un occhio in più all'etichetta

Un ulteriore elemento da tenere in considerazione è che alcuni di questi prodotti, essendo vivi, interagiscono con l'ambiente in cui vengono inseriti più di quanto non faccia una sostanza attiva di origine sintetica, che di norma rimane stabile anche in condizioni estreme. Dunque, è sempre necessario leggere attentamente l'etichetta e rispettare le indicazioni fornite dalla ditta produttrice, come quelle sul metodo di conservazione (alcuni prodotti a base di microrganismi devono essere conservati al freddo), oppure sul metodo di applicazione (certi prodotti temono la luce ed è meglio non impiegarli nelle ore centrali del giorno).

Bisogna prestare attenzione anche alle associazioni di prodotti differenti. Ad esempio utilizzare oli minerali in concomitanza di agrofarmaci a base di batteri può avere come effetto quello di 'soffocare' i microrganismi. Come anche utilizzare prodotti rameici insieme a funghi antagonisti ha come conseguenza quella di devitalizzarli. Per questo è essenziale leggere attentamente l'etichetta e, in caso di dubbio, rivolgersi ad un tecnico o alla ditta produttrice.
 

L'importanza del processo produttivo



"Gli agrofarmaci di origine biologica sono persino più complessi da registrare rispetto a quelli chimici di sintesi", spiega ad AgroNotizie Mauro Provezza, responsabile dello stabilimento Bayer di Filago, che produce agrofarmaci di origine biologica per il mercato mondiale e che ha conseguito la certificazione Ecocert: il principale attestato di garanzia di una filiera produttiva completamente tracciata e in cui gli ingredienti biologici sono separati da quelli non biologici durante tutto il processo produttivo. Filago grazie a questa certificazione serve mercati come gli Usa e il Giappone, oltre che l'Europa.

"Nei nostri laboratori dobbiamo testare e provare l'efficacia di microrganismi ed estratti naturali. Inoltre nella fase di produzione dobbiamo proteggere la vitalità dei prodotti attraverso particolari cure" continua Mauro Provezza.
Il sito produttivo di Bayer a Filago
Il sito produttivo di Bayer a Filago

Un esempio di queste 'cure' può essere osservato nel processo di produzione di agrofarmaci biologici a base di terpeni, composti di origine vegetale con effetto insetticida. Differenti molecole appartenenti a questa famiglia vengono miscelate in dosi variabili ed è importante che durante la fase di confezionamento vengano gestite al buio e in mancanza di ossigeno, in caso contrario il loro effetto verrebbe annullato.


Uso consapevole degli agrofarmaci di origine biologica: anche #iocitengo

Come spiegato da Mauro Provezza "l'integrazione dei prodotti chimici e biologici" contribuisce a un approccio sostenibile in agricoltura. Dalle sinergie che nascono tra questi due mondi l'agricoltore può ottenere benefici sia a livello di controllo delle malattie e degli insetti, sia a livello di riduzione di residui. Per questo è l'agricoltore che deve essere il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per l'iniziativa AgriCampus.

È anche nell'interesse di Bayer supportare gli agricoltori nella scelta di una corretta strategia di difesa, sia essa integrata o biologica, che sfrutti correttamente le potenzialità degli agrofarmaci di origine naturale. Bayer supporta l'agricoltore continuando a sviluppare innovative ed affidabili soluzioni di origine biologica. Questo grazie alle solide conoscenze dei suoi ricercatori, a un processo produttivo di qualità certificata e alle competenze dei tecnici Bayer che infine accompagnano l'agricoltore verso un utilizzo più consapevole di questi prodotti.
 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a maggio per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata al Bayer Forward Farming




 

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