2021
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Difesa, ecco come ottimizzare i trattamenti grazie al digitale

Attraverso l'uso della piattaforma Climate FieldView è possibile fare un uso più consapevole e sostenibile degli agrofarmaci, a tutto vantaggio della produttività. Ecco quattro casi concreti

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Climate FieldView è la soluzione di agricoltura digitale di Bayer

Fonte immagine: Bayer

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.

Per un uso consapevole degli agrofarmaci

L'esperienza che gli agricoltori hanno accumulato in anni di lavoro nei campi permette loro di sapere come e quando intervenire a difesa della propria coltura. Eppure qualcosa può sfuggire al controllo e il rischio è che a fine anno si perda in produttività. Per supportare l'operatore nel proprio lavoro, fornendo informazioni di valore, arriva il digitale.

Attraverso l'analisi di immagini satellitari una piattaforma come Climate FieldView, di Bayer, è in grado di fornire indicazioni sullo stato di salute della coltura, sul suo fabbisogno idrico e permette di gestire il campo a rateo variabile, dando alle piante ciò di cui hanno bisogno in maniera tempestiva.

In questo articolo non ci soffermeremo sulle potenzialità di Climate FieldView (abbiamo dedicato un articolo apposta), ma su come questo strumento di agricoltura digitale possa aiutare l'agricoltore o il tecnico a utilizzare in maniera più consapevole, efficiente e sostenibile gli agrofarmaci. Nello specifico analizzeremo quattro casi.
 
 

1. Identificare la strategia di difesa migliore

Quando un agricoltore deve decidere la strategia di difesa per il proprio campo si confronta con il proprio tecnico, magari con i vicini o con il rivenditore. I più accorti provano prodotti nuovi su una porzione dei propri campi, in modo da osservarne le performance, e poi decidono se il nuovo agrofarmaco fa al caso loro.

La valutazione dell'efficacia di un agrofarmaco può tuttavia essere fatta in maniera più consapevole partendo dalle informazioni che Climate FieldView fornisce. "Attraverso le mappe satellitari l'agricoltore può valutare lo stato di salute della propria coltura e quindi può valutare gli effetti che i trattamenti hanno avuto", spiega Nikolas Mitroulias, field product specialist di Climate FieldView. "E dopo la raccolta può mettere a confronto la resa ottenuta da due campi gestiti in maniera differente e trarre le proprie conclusioni sulla base di dati oggettivi".

Riccardo Sanchini, tecnico della ditta sementiera Manganelli Spa (Perugia, Umbria), utilizza Climate FieldView proprio in questo modo. "Nel 2020 abbiamo voluto mettere a confronto diversi prodotti fungicidi. Abbiamo quindi trattato un campo di frumento tenero con il prodotto Aviator Xpro, un altro appezzamento con un prodotto in fase di registrazione e un terzo campo non è stato trattato affatto".
 

A fine stagione i campi trattati hanno avuto una produzione media di 50 quintali di granella ad ettaro, mentre il non trattato è stato meno produttivo dell'8%. "Nonostante il 2020 sia stato una annata avara di piogge, che non ha creato grossi problemi a livello fitosanitario, il campo trattato ha comunque avuto una produzione più abbondante, a riprova della funzione di miglioramento fisiologico della coltura assicurata dal fungicida".

E la maggiore vigorìa delle parcelle trattate era visibile anche dal satellite. "Osservando le mappe di salute su Climate FieldView si vedeva bene la maggiore vigorìa delle parcelle che avevano subìto il trattamento. Per questo la piattaforma è un valido strumento per mettere a confronto tesi differenti".


2. Trattamenti: una questione di tempestività

Analizzando le immagini satellitari Climate FieldView è in grado di svelare all'agricoltore molte informazioni sul proprio campo, come ad esempio il vigore di una coltura o lo stadio di sviluppo, dedotto dalla biomassa presente nell'appezzamento.

Sono queste le informazioni di valore soprattutto per quelle aziende che hanno superfici elevate oppure dislocate su un ampio areale, che quindi non riescono ad effettuare sopralluoghi periodici. In questo caso Climate FieldView può segnalare porzioni di campo in sofferenza, in modo che l'agricoltore possa andare a colpo sicuro a vedere qual è il problema ed eventualmente trattare tempestivamente.

"Ma può anche essere utilizzato per dare un ordine di priorità ai trattamenti", sottolinea Mitroulias di Bayer. "La crescita delle piante è influenzata da molti fattori, come l'epoca di semina, la varietà, il contesto pedoclimatico e la gestione colturale. Climate FieldView permette di avere una panoramica dei diversi stadi di sviluppo e quindi permette di programmare i trattamenti con il giusto timing".


3. La tempestività a favore della qualità

Ma Climate FieldView può suggerire il giusto timing anche nella raccolta. Attraverso le mappe di vegetazione si può sapere quando la coltura sta passando dalla fase di crescita a quella di maturazione e poi a quella di disseccamento. Informazioni che permettono quindi di stimare quali campi sono pronti prima degli altri per la raccolta. Entrare con la trebbia o la trincia al momento giusto permette di raccogliere il prodotto al massimo della qualità.

Inoltre se dalle mappe emerge che un campo o una parte di esso è in sofferenza si può prevedere una raccolta differenziata, in modo da evitare che una granella scadente sotto il profilo qualitativo (magari per la presenza di micotossine) si mischi a quella di alta qualità, abbassandone il potenziale di vendita.


4. L'applicazione a rateo variabile

Uno dei principi dell'agricoltura di precisione è l'applicazione a rateo variabile degli input produttivi. Attraverso Climate FieldView è possibile generare delle mappe di prescrizione per la semina a rateo variabile, così come per la concimazione. Ma sperimentazioni in corso stanno sondando (con successo) la possibilità di distribuire anche gli erbicidi in maniera differenziata.

Conoscendo le differenti condizioni di campo il sistema è infatti in grado di valutare dove serve più diserbante e dove invece ne occorre meno. Il tutto sempre nel rispetto delle dosi di etichetta, che rimangono vincolanti, e con l'obiettivo di avere un controllo totale della flora spontanea.
 

Attraverso la distribuzione a rateo variabile è possibile dunque utilizzare la giusta quantità di agrofarmaco in base alla variabilità dell'appezzamento. Ma anche nel caso in cui i volumi totali ad ettaro non cambino, una distribuzione a rateo variabile permette di rendere più efficace il controllo delle malerbe.

Nei suoi campi a Buttrio, in provincia di Udine, Daniele Pavan utilizza proprio Climate FieldView per la semina, la concimazione e il diserbo a rateo variabile. "I campi di mais sono stati suddivisi in cinque aree omogenee a seconda del tenore di sostanza organica e ad ogni area è stata applicata una dose differente di Adengo Xtra, l'erbicida di Bayer per il mais. Nelle aree con meno sostanza organica ho usato la dose di erbicida minore, in quelle con più sostanza organica invece il contrario".

E i risultati sono stati positivi. "Nonostante alla fine del trattamento avessi impiegato complessivamente meno prodotto del solito il controllo delle malerbe è stato totale, con un campo pulito fino alla fine della stagione".


Quando il digitale aiuta la sostenibilità, economica e ambientale

Gli strumenti di digital farming non devono essere intesi come sostitutivi dell'esperienza dell'agricoltore, ma sono un supporto alle decisioni che può aiutare a ottimizzare l'uso degli agrofarmaci. Per questo è l'agricoltore il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per l'iniziativa AgriCampus.

Il digitale è a vantaggio dunque della sostenibilità economica, ma anche ambientale dell'agricoltura. Questo perché permette di essere tempestivi, utilizzando la giusta dose di prodotto.
 
 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a giugno per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata all'applicazione degli agrofarmaci in drip irrigation e tecniche di applicazione dei prodotti di natura biologica.




 

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