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Tecniche di produzione integrata per controllare le infestanti

Giornate Fitopatologiche 2022: il 22 giugno si è tenuta la sessione dedicata al controllo delle infestanti. Alla luce della diminuzione del numero dei diserbanti impiegabili in campo si parla di prevenzione

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Negli ultimi 10-15 anni sono state perse 117 sostanze attive e al momento si possono utilizzare 85 diserbanti (Foto di archivio)

Fonte immagine: © Ints - Adobe Stock

Sempre più problematico il controllo delle infestanti nelle colture agricole. Questo quanto emerso nella sessione "Controllo delle infestanti" delle Giornate Fitopatologiche 2022 che si sono tenute a Bologna, presso Fico, tra il 21 e il 24 giugno scorsi.

 

L'irrigidimento delle regole per la registrazione dei prodotti fitosanitari ha determinato negli ultimi anni un progressivo e costante ridimensionamento del numero dei diserbanti impiegabili per il controllo delle infestanti e rende ora necessaria una rivisitazione complessiva delle strategie per la gestione delle malerbe e per questo rilancia le tecniche agronomiche nella logica della applicazione delle tecniche di produzione integrata.


Su questo importante tema le Giornate Fitopatologiche hanno dedicato un approfondimento che è stato presentato da Alessandro Capella e Matteo Bertoglio di Sipcam Italia e Mirco Casagrandi di Adama Italia.


Alessandro Capella ha ripercorso le tappe dell'evoluzione delle tecniche per il controllo delle infestanti che ha avuto le sue prime esperienze con la monda manuale avviata 3mila anni a.C., ha avuto un'accelerazione con l'avvento dei diserbanti di sintesi, che hanno caratterizzato la fine del secolo scorso e l'inizio degli anni 2000, e che ora sta osservando un forte ridimensionamento per effetto del processo di revisione dei prodotti fitosanitari attuato negli ultimi anni dalla Ue.


Nel suo intervento Alessandro Capella ha evidenziato che la riduzione dei diserbanti utilizzabili è stata molto sensibile e si può quantificare nella perdita negli ultimi 10-15 anni di 117 sostanze attive, pari al 58% di quelli che erano disponibili. Al momento si possono utilizzare 85 diserbanti, in attesa che parte di questi siano progressivamente valutati dagli organismi della Ue, in attuazione delle revisioni previste dal Regolamento 1109/2009/Ue.

 

Oltre che nella riduzione del numero, particolarmente critica anche la sostanziale perdita di alcuni meccanismi d'azione che erano fondamentali per la gestione di alcune infestanti.


Al di là delle contestazioni che sono state poste nelle sedi istituzionali competenti, occorre ora prendere atto di questo trend ormai ineluttabile che si combina, molto pericolosamente, con la perdita di attività di alcuni meccanismi d'azione, determinato dall'insediarsi di diffusi fenomeni di resistenza di alcune pericolose infestanti.

 

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Su questo aspetto è intervenuto Mirco Casagrandi che ha evidenziato come sia indispensabile ripensare a come gestire il controllo delle infestanti con le risorse rimaste disponibili, ponendo una grande attenzione alla loro ottimale combinazione e in particolare rivalutando sapientemente le tradizionali pratiche agronomiche.


Appare sempre più evidente che, alla luce dello sviluppo di malerbe resistenti ad alcuni principi attivi, il controllo delle infestanti debba risiedere in una prevenzione che si estrinsechi attraverso l'applicazione di una strategia che preveda il loro controllo in colture nelle quali si possano utilizzare meccanismi d'azione ancora efficaci nei confronti delle specifiche infestanti resistenti.

 

L'alternanza delle colture (rotazione) è quindi il perno per prevenire i fenomeni di resistenza.


L'evoluzione delle strategie per il controllo delle infestanti va quindi reinventato ritornando nei casi più gravi alla pratica dell'aratura per ridimensionare la "banca semi" e l'impiego integrato di strumenti meccanici, quali le sarchiatrici, per eliminare nell'interfila anche le poche infestanti rimaste.


Fondamentale la falsa semina con la successiva eliminazione delle infestanti presenti con prodotti diserbanti non selettivi, ed in questo senso va ricordato come sia ancora fondamentale ed insostituibile l'impiego del glifosate.

 

La base di questa integrazione deve essere caratterizzata da una forte professionalizzazione da parte dei tecnici e degli agricoltori e deve essere supportata da una buona conoscenza delle infestanti, in poche parole: "prevedere per prevenire".

 

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Sempre più importante quindi la mappatura dei terreni con la individuazione delle "infestanti previste" nei confronti delle quali concentrare l'impiego dei diserbanti. Ben vengano quindi tutte le soluzioni innovative in grado di mappare le infestanti presenti.

 

In prospettiva va inoltre ricordato come sia sempre più critico l'impiego di varietà selezionate resistenti ad alcuni diserbanti; tale approccio sta creando gravi problemi nella gestione delle infestanti negli anni successivi al loro impiego, attraverso reinfestazioni delle stesse colture che erano state seminate e successivamente non si riesce più a controllate con i diserbanti disponibili.


Tutte queste riflessioni portano quindi all'esigenza di rivedere complessivamente le strategie per il controllo delle infestanti e stimolano i tecnici ad affinare ulteriormente le loro competenze. Le relazioni presentate sono state particolarmente stimolanti ed avviano una riflessione sulla gestione delle infestanti che è oggetto di una profonda rivisitazione.


Per chi non fosse stato presente alle Giornate Fitopatologiche 2022 è possibile ritrovare al seguente link tutte le presentazioni illustrate. A partire da metà luglio, sul canale YouTube delle Giornate Fitopatologiche, vengono pubblicate periodicamente, con una pausa nelle prime settimane di agosto, una serie di interviste e tutte le registrazioni degli interventi dei relatori.

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