2004
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MICOTOSSINE E DIABROTICA, L'ATTUALITA' A CONVEGNO

L'incontro si è svolto il 1 febbraio scorso, a Cremona, nell'ambito di Vegetalia

Organizzato dal Consorzio Agrario di Cremona, in collaborazione con Syngenta Crop Protection e Syngenta Seeds (NK), il convegno ha visto la partecipazione di numerosi operatori del settore interessati alle relazioni in programma

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Numeroso il pubblico che domenica 1 febbraio è affluito al convegno dedicato a due temi di grande attualità: le micotossine e la diabrotica nella coltivazione del mais. 
Giacomo Galli, presidente del Consorzio Agrario di Cremona, ha dato il via ai lavori e ha  illustrato le varie iniziative che lo stesso Consorzio ha intrapreso nel corso degli ultimi mesi per fronteggiare e risolvere i problemi di contaminazione da micotossine che si sono presentati su numerose partite di mais raccolto nello scorso autunno.

Le particolari condizioni meteorologiche della scorsa estate avevano favorito gli attacchi fungini alle colture di mais e la formazione di micotossine a livelli superiori alla norma; il Consorzio Agrario ha messo in atto una serie di attività di pulitura e selezione della granella che hanno consentito, e consentono tuttora, di "decontaminare" dalle micotossine il mais raccolto nei centri di stoccaggio e  metterlo poi in commercio offrendo un elevato livello di qualità.

E' poi intervenuto Amedeo Reyneri, docente di Agronomia e Coltivazioni Erbacee presso l'Università di Torino, che ha svolto una relazione sulle "Strategie di prevenzione dalla contaminazione di micotossine nel mais".
Dopo avere illustrato le varie tipologie di funghi che attaccano il mais, le condizioni nelle quali tali malattie si sviluppano, quali sono le micotossine che vengono generate e i relativi livelli di pericolosità, Reyneri ha evidenziato quali sono, sulla base dei risultati delle sperimentazioni condotte negli ultimi anni, le principali misure preventive di carattere agronomico che il maiscoltore può adottare per limitare il rischio di contaminazione: di particolare importanza sono la scelta di un ibrido precoce, la semina tempestiva, una concimazione azotata ottimale, il trattamento contro la piralide, la raccolta precoce e il grado di umidità alla raccolta.

Successivamente Piero Cravedi, direttore dell'Istituto di Entomologia Agraria e Patologia Vegetale della Facoltà di Scienze Agrarie dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha aperto la trattazione del tema diabrotica del mais.
La sua relazione ha illustrato la biologia dell'insetto, la sua origine nel continente americano e la sua diffusione nel corso degli anni recenti in Europa e in Italia; sono stati presentati i tipi di danni che la diabrotica causa e i criteri per impostare la difesa delle colture.

Marco Boriani, membro del Servizio Fitosanitario della Regione Lombardia, ha relazionato sulle disposizioni emanate dalla Regione per contrastare la diffusione della diabrotica e sui risultati che tali misure hanno ottenuto: in particolare, nel 2003 si è registrato un contenimento della diffusione dell'insetto in quelle zone delle province di Varese, Como e Milano che sono state assoggettate a specifiche misure, fra cui un esteso piano di monitoraggio e l'obbligo di rotazione colturale.
Nuove norme sono già state tempestivamente emanate per la campagna 2004 e altre, attualmente allo studio, saranno pubblicate a breve termine.

Marco Saporiti, Technical Crop Manager di Syngenta Crop Protection, ha poi illustrato i risultati delle prove in campo condotte da Syngenta nel 2003 in Italia: l'analisi dei dati evidenzia come Cruiser (nuovo insetticida per la concia del seme) e Force (geodisinfestante granulare) siano validi mezzi per proteggere le radici del mais dagli attacchi delle larve di diabrotica. I risultati sperimentali evidenziano anche l'efficacia dei trattamenti effettuati con Karate Xpress contro gli adulti, allo scopo di ridurre la popolazione di diabrotica.

Infine, Paolo Bianchi, Marketing Manager di NK, ha presentato i nuovi indirizzi di ricerca e sviluppo per quanto concerne le sementi di mais.
Fra le priorità c'è la messa a punto di nuovi ibridi che sempre meglio rispondano alle esigenze sia del maiscoltore che della filiera agroalimentare.

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