Agrofarmaci, il settore punta su innovazione e collaborazioni
Sono stati diffusi i numeri dell'ultima edizione dell'Osservatorio Agrofarma, una ricerca che fotografa lo sforzo in R&D delle imprese produttrici di agrofarmaci, che negli ultimi cinque anni hanno stretto 1.900 collaborazioni con soggetti terzi per sviluppare nuovi prodotti

La tavola rotonda che è seguita alla presentazione dei dati dell'Osservatorio Agrofarma
Fonte immagine: Tommaso Cinquemani - AgroNotizie®
Sviluppare un nuovo agrofarmaco è un processo lungo e costoso, ma necessario per fornire agli agricoltori i mezzi tecnici per produrre cibo per una popolazione mondiale in aumento. Oltre ad investimenti interni nel settore R&D, le imprese associate a Federchimica - Agrofarma nel corso degli ultimi anni hanno stretto collaborazioni, ben 1.900, con università, centri di saggio e di ricerca, organizzazioni di produttori, laboratori esterni e altri soggetti in grado di supportare lo sviluppo di nuovi prodotti.
I dati sono emersi durante la presentazione dell'ultima ricerca dell'Osservatorio Agrofarma, che grazie alle analisi di Areté, illustrate da Enrica Gentile, ceo e founder della società di consulenza, cerca di fornire dati oggettivi sul settore degli agrofarmaci.
"Le nostre imprese investono 30-35 milioni di euro all'anno sul territorio per lo sviluppo di nuove molecole, nonostante l'Europa sia un mercato meno interessante di altri, dove i ritorni sugli investimenti sono migliori", ha dichiarato durante l'evento di presentazione dei dati dell'Osservatorio Paolo Tassani, presidente di Federchimica - Agrofarma. "A livello europeo, l'impegno delle aziende produttrici di agrofarmaci è di investire entro il 2030 4 miliardi di euro per lo sviluppo di prodotti da utilizzare in biologico, ma che trovano spazio anche nella difesa integrata delle colture".
Durante l'evento sono stati presentati anche dati sul tema dell'agricoltura digitale e di quella biologica, ma anche sul mercato degli agrofarmaci e sulla struttura produttiva del settore. Infine, si sono analizzate le nuove strategie che il commissario europeo all'Agricoltura Christophe Hansen ha illustrato lo scorso febbraio.
Calano gli investimenti in agricoltura 4.0
A causa anche della diminuzione dei sussidi all'acquisto di macchinari smart, nel 2024 si è assistito ad una diminuzione degli investimenti in soluzioni innovative da parte delle aziende agricole. Si è passati da 2,5 miliardi del 2023 a 2,3 del 2024, con un calo dell'8%. Tra le tecnologie più diffuse impiegate in agricoltura 4.0 si confermano quelle dei big data & analytics, piattaforme software e Iot.
Come spiegato da Ivano Valmori, fondatore di Image Line® e direttore responsabile su AgroNotizie®, molti investimenti in macchinari 4.0 sono stati fatti per accedere ai crediti d'imposta e il timore è che alcuni agricoltori usino macchine digitali in maniera analogica. Un passo importante verso la digitalizzazione si avrà nel 2026, quando entrerà in vigore l'obbligo di tenuta del Quaderno di Campagna dell'Agricoltore Digitale.
Soluzioni 4.0 impiegate maggiormente a supporto delle attività di campo
(Fonte foto: Osservatorio Agrofarma)
In contrazione anche il settore degli agrofarmaci
Nonostante non ci siano ancora dati completi sul 2023, sembra che ci sia stata una contrazione nel mercato degli agrofarmaci pari ad un -13% rispetto al 2022 e un modesto incremento (+7%) rispetto al 2018. Ad essere calati sono soprattutto gli erbicidi.
Come sottolineato da Paolo Bruni, presidente di Cso Italy, nel corso degli anni, a causa dei cambiamenti climatici, ma anche di un contesto produttivo più difficile, aggravato dalla carenza di mezzi tecnici per la difesa, il comparto ortofrutticolo ha subìto un vero e proprio tracollo, dimezzando le produzioni in quaranta anni, arrivando ad appena 23 milioni di tonnellate nel 2024.
Se si guarda alla struttura produttiva del settore agrochimico, nel 2023 si è ridotto il numero di imprese, passato dalle trentatré del 2022 alle trentuno del 2023. Un fenomeno causato in parte dal consolidamento di alcune realtà. Calano anche le persone impiegate, che dopo il picco del 2020 (2.173 unità) sono scese a 1.992 (2023). Dopo un periodo positivo durato anni, nel 2023 è calato il fatturato, che si attesta a 1.093 milioni di euro.
L'agrochimica abbraccia l'open innovation
Le aziende impegnate nello sviluppo di nuove molecole e nuovi formulati non solo investono internamente in ricerca e sviluppo, ma si affidano anche a soggetti terzi in un approccio di open innovation. Delle 1.870 collaborazioni mappate da Areté, oltre la metà è con centri di saggio. Più di un quarto sono state attivate con il settore agricolo e oltre duecento con enti pubblici, come ad esempio il Crea. C'è poi un 6% di collaborazioni (centotto in totale), che raggruppano laboratori di analisi, imprese di consulenza, fornitori di Dss e altro ancora.
Le imprese stringono collaborazioni soprattutto con i centri di saggio (ben 1.058), aziende agricole (quattrocentoventitré) ed enti di ricerca pubblici (centosettantacinque). Ma non mancano anche accordi con Op e cooperative, ben sessantuno, e laboratori di analisi, quarantaquattro.
Come sottolineato da Marina Collina, docente di Patologia Vegetale presso l'Università di Bologna, il settore della ricerca è fondamentale per la comprensione dell'evoluzione delle malattie in campo e per mettere a punto un approccio di gestione integrata che adoperi tutti gli strumenti che oggi sono a disposizione dell'agricoltore.
Oltre 1.800 collaborazioni sul territorio
(Fonte foto: Osservatorio Agrofarma)
Continua la crescita del biologico
Per quanto riguarda il biologico, la superficie gestita in bio è arrivata nel 2023 a 2,5 milioni di ettari, pari a circa il 20% della SAaunazionale, ben al di sopra della media europea, che invece si ferma a 11,4%. Le maggiori estensioni si registrano nelle colture foraggere (19,6%), nei prati e pascoli (19,4%), nei cereali (14,5%), nell'olivo (11,4%) e nel pascolo magro (10,3%). La vite si ferma al 5,4%.
Nove delle prime dieci regioni per peso percentuale delle aree destinate ad agricoltura biologica sono localizzate al Centro-Sud. Le prime tre regioni sono Toscana (38%), Sicilia (31%) e Basilicata (30%). Nel 2023 le prime tre regioni per numero di aziende agricole bio sono in Sicilia (13mila), Puglia (10,5mila), Calabria (10 ila), che rappresentano il 40% del totale in Italia.
Crescita costante delle superfici a bio in Italia
(Fonte foto: Osservatorio Agrofarma)
Come raccontato da Stefano Boncompagni, responsabile del Settore Fitosanitario e Difesa delle Produzioni della Regione Emilia Romagna, la regione sta facendo molto per supportare gli agricoltori nel raggiungere una difesa delle colture efficace ma anche sostenibile dal punto di vista ambientale. "Abbiamo messo a confronto il triennio 2011-2013 con il 2020-2022 e il nostro contributo è stato fondamentale. Abbiamo avuto una riduzione media del 20% dell'impiego degli agrofarmaci con picchi del 38% per quanto riguarda gli insetticidi".
La regione supporta gli agricoltori con la pubblicazione di circa duecento bollettini l'anno e può contare su oltre duecento tecnici che assistono le aziende sul territorio. Boncompagni rivendica anche le ottime performance per quanto riguarda il controllo funzionale delle irroratrici, che in Emilia Romagna sfiora il 100% del parco macchine.
Quale futuro per l'agricoltura europea?
Abbandonati gli obiettivi ideologici della Strategia Farm to Fork, il 19 febbraio 2025 il nuovo commissario all'Agricoltura, Christophe Hansen, ha delineato la sua visione per il settore, riassumibile in quattro punti:
- Primo. Rafforzare la competitività del settore agroalimentare, garantendo redditi equi agli agricoltori attraverso una revisione della Direttiva sulle Pratiche Commerciali Sleali e una Pac più mirata.
- Secondo. Aumentare la resilienza del settore mediante diversificazione delle relazioni commerciali e allineamento delle norme di produzione per i prodotti importati.
- Terzo. Accelerare la transizione ecologica con pratiche innovative per la decarbonizzazione, strategie per la gestione delle risorse idriche e incentivi per il carbon farming.
- Quarto. Promuovere lo sviluppo rurale attraverso il ricambio generazionale, il potenziamento delle competenze digitali e il sostegno alle donne nel settore agricolo.
Focus: sfide e opportunità per il settore degli agrofarmaci
(Fonte foto: Osservatorio Agrofarma)
Si tratta di una visione su cui tutti i relatori si sono trovati d'accordo, come anche Stefano Bonaccini, che da Bruxelles ha mandato un messaggio per sottolineare l'impegno che la Commissione Agricoltura dell'Eurocamera, di cui fa parte, sta mettendo per evitare non solo un taglio al budget destinato alla Pac nel nuovo bilancio pluriennale dell'Ue, ma anche una indicizzazione all'inflazione, che negli ultimi anni ha causato una perdita consistente di potere di acquisto.
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