2025
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Acetamiprid in Francia: torna il divieto

Dopo aver ottenuto una deroga triennale, l'insetticida vede richiudere le porte Oltralpe appellandosi niente po' po' di meno che alla Costituzione. Gli agricoltori protestano, gli ecologisti (e gli insetti) esultano

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Una petizione induce la Francia a cancellare la deroga ad acetamiprid. Afidi e insetti vari ringraziano (Foto di archivio)

Fonte immagine: © andriano cz - Fotolia

Il grande Gino Bartali, campione fiorentino di ciclismo a cavallo della Seconda guerra mondiale, aveva espugnato la Francia due volte, vincendo il suo primo Tour de France nel 1938 e il secondo ben dieci anni dopo, ormai 34enne, nel 1948. 

 

Oltre a essere ricordato per le sue vittorie, il "Ginettaccio" nazionale passò alla storia per la sua famosa esclamazione polemica "E gl'è tutto sbagliato! E gl'è tutto da rifare!". Ecco, anche in Francia pare si possa applicare tale drastica considerazione, perlomeno su acetamiprid

 

Un passo avanti, due indietro

Nel 2018 acetamiprid si era visto confermare le autorizzazioni europee fino al 2033. In Francia, però, hanno voluto proibire lo stesso la sostanza attiva per ragioni tossicologico-ambientali già prese in esame su AgroNotizie® in occasione di una deroga triennale rinnovabile ricevuta Oltralpe dall'insetticida. 

 

Quella deroga è stata poi impugnata il 7 agosto scorso dal Consiglio Costituzionale francese, il quale ha imposto una retromarcia al Governo che l'aveva votata. Motivi di incostituzionalità, asseriscono. Ora gli agricoltori transalpini, per protesta, hanno svuotato alcuni supermercati in Alsazia di molti prodotti di origine straniera, anche europea, in cui acetamiprid era stato impiegato. I cosiddetti "paysans", termine popolare usato in Francia per chiamare i contadini, vogliono infatti correre alla pari, giustamente, con i colleghi non francesi. Peccato che la loro protesta pesi davvero poco sulle decisioni politiche che quella revoca hanno confermato. 

 

Sicuramente, in tal senso ha avuto un peso determinante la petizione da due milioni di firme contro la deroga stessa, reiterando i messaggi di un acetamiprid caratterizzato da un profilo tossicologico-ambientale prossimo a quello del Polonio radioattivo diluito con il novicok. Tanto negativo, quel profilo, che appunto Efsa non ha trovato ragioni scientifiche per sostenerne una revoca europea, pur tagliando dell'80% i residui massimi ammessi su molte colture. A conferma che quando si parla di agrofarmaci, salute e ambiente ad averla vinta sono spesso i meno titolati a parlarne.  

 

Dall'atrazina alle petizioni online

Chi non è più di primo pelo, e magari ha pure il secondo a fare il tagliando, ricorderà cosa è successo in Italia e in Europa relativamente all'atrazina, erbicida proibito in Italia nel 1992 ma in Europa solo nel 2002. Le concentrazioni dell'erbicida nelle acque di falda, soprattutto in Piemonte, avevano infatti preoccupato le Autorità italiane competenti e da lì la proibizione nazionale

 

In quei dieci anni, però, le concentrazioni non smisero affatto di salire. Semplice migrazione verso il basso della sostanza attiva impiegata negli anni passati, oppure troppi agricoltori che se l'andavano a comprare in Francia ove era ancora in vendita? Ovviamente, per dieci anni tutti fecero gli gnorri su questa seconda ipotesi, la quale per le quantità di atrazina in ballo resta comunque la più gettonabile visto che, guarda caso, proprio da 2002 la sua presenza in falda iniziò a diminuire.  

 

Quindi, oggi la Francia proibisce un insetticida approvato in Europa e perciò impiegato anche in Italia, così come l'Italia proibì un erbicida autorizzato in Europa e quindi impiegato in Francia. Solo che i residui di acetamiprid su frutta e ortaggi si possono trovare, permettendo di risalire a nome e cognome dell'agricoltore che lo ha utilizzato di sfroso. 

 

L'atrazina in falda, invece, non aveva "targa" e quindi - complici anche controlli che allora avevano maglie molto più larghe delle attuali - quegli usi continuarono in segreto per dieci anni. 

 

Oggi, invece, per bloccare del tutto un agrofarmaco basta una petizione su internet, alla quale si presume abbiano risposto per il 99% persone non titolate a farlo. Una deriva politica che sconfina quindi nell'oclocrazia, ossia, da dizionario: "Predominio politico delle masse, che fanno valere le proprie istanze con agitazioni di piazza imponendosi sul potere legittimo e sulla legge stessa; secondo Polibio, in cui appare per la prima volta il termine, la forma degenerata della democrazia".

 

Del resto, gli agricoltori francesi risultavano 2,5 milioni nel 1955, riducendosi a circa mezzo milione oggi. Quattro volte meno dei firmatari della petizione anti-acetamiprid. Ogni parola risulta  quindi superflua sulle dinamiche politiche che hanno portato la Francia a battere in ritirata sull'insetticida. Non si sa certo cosa avrebbe detto oggi Gino Bartali su tale argomento, ma sono discrete le probabilità che averebbe chiosato "E gl'è tutto sbagliato! E gl'è tutto da rifare!".

 

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