2025
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Un falco contro Vespa velutina?

Uno studio spagnolo ha valutato l'impatto di Pernis apivorus, attivo predatore di vespe, sulla popolazione e sulla densità del calabrone asiatico

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Un esemplare di falco pecchiaiolo (Foto di archivio)

Fonte immagine: Andy Morffew - Wikipedia

Un falco potrebbe aiutare a controllare l'espansione e lo sviluppo di Vespa velutina?

 

Anche se così a prima vista potrebbe sembrare una domanda alquanto stravagante, non è assolutamente un'idea campata in aria.

 

Vespa velutina infatti, anche se è un organismo alieno in Europa, ha molti nemici naturali, compresi alcuni uccelli insettivori, come i gruccioni o il falco pecchiaiolo.

 

E proprio il falco pecchiaiolo, nome scientifico Pernis apivorus, ha tutte le caratteristiche per essere un antagonista interessante del calabrone asiatico.

 

Come suggerisce sia l'aggettivo del nome scientifico, "apivorus", che quello del nome volgare, "pecchiaiolo", questo uccello è noto per mangiare api.

 

Le pecchie infatti, in italiano antico e ancora oggi in alcuni dialetti toscani, sono le api da miele e per estensione un po' tutti gli insetti simili, vespe e calabroni compresi.

 

In realtà questo falco si nutre soprattutto delle larve e della covata e di solito attacca nidi di vespe, che sono costruiti all'aperto o sottoterra, mentre trova più difficoltà ad attaccare alveari, solitamente costruiti in alberi cavi o anfratti di muri e di rocce, ed è praticamente innocuo per quelli allevati dentro le arnie.

 

E tra le prede di questo falco è ormai presente anche Vespa velutina, nelle zone dove questo calabrone è arrivato.

 

Così, attaccando i nidi di vespe e calabroni ed essendo pressoché inoffensivo per le api da miele allevate nelle arnie, ha tutte le carte in regola per poter essere un buon agente di lotta biologica a Vespa velutina, anche se essendo un migratore è presente in Europa più o meno solo da maggio ad agosto.

 

Fatte queste considerazioni, un gruppo di ricercatori dell'Università di Alcalá di Madrid ha cercato di valutare che impatto potesse avere questo uccello sulle popolazioni del calabrone asiatico.

 

Nel dettaglio, i ricercatori spagnoli hanno osservato per tre anni il comportamento dei falchi intorno a 17 loro nidi, valutando se e quanti nidi di Vespa velutina riuscivano ad attaccare, se c'era un impatto sulla densità dei calabroni durante l'estate e su quella dei nidi di calabroni in autunno.

 

E così hanno documentato, tramite fototrappole  e trasmettitori Gps installati sugli uccelli, la predazione di 93 nidi di Vespa velutina, di cui 13 costruiti su rami di alberi e 80 costruiti sottoterra o in anfratti naturali.

 

Vespa velutina infatti può nidificare anche in cavità del terreno o della roccia o in ripari artificiali, come stanno riportando sempre più studi. 

Leggi anche Vespa velutina, nidi anche sottoterra e in cavità nascoste

Non solo, la maggior parte dei nidi attaccati veniva completamente distrutta, soprattutto nel caso dei nidi costruiti sottoterra. E questo in un raggio di azione ottimale di circa 1,2 chilometri dai nidi dei falchi.

 

Anche la densità di operaie del calabrone asiatico, misurata con l'uso di trappole, calava significativamente durante il periodo in cui erano presenti i falchi, a causa della distruzione o dell'indebolimento dei nidi degli insetti, dovuto alla predazione della covata.

 

Tuttavia anche il falco pecchiaiolo ha i sui nemici, in particolare un altro rapace che lo preda: l'astore, Accipiter gentilis, tanto che il falco pecchiaiolo tende a non nidificare vicino ai nidi di quest'ultimo.

 

E per questo i ricercatori si aspettavano che intorno ai siti di nidificazione degli astori la predazione di nidi di Vespa velutina diminuisse e la densità delle sue operaie non calasse, cosa che è stata riscontrata puntualmente.

 

La cosa inaspettata invece è che la densità dei nidi autunnali del calabrone non sembrava diminuire.
 
Cosa particolarmente importante, visto che sono questi nidi che portano alla formazione delle nuove regine svernanti e che di fatto propagano la specie e garantiscano le popolazioni di calabroni dell'anno successivo.

 

Non è chiaro come mai la densità di nidi autunnali non diminuisse nonostante l'attiva predazione dei falchi. Secondo i ricercatori la mancata riduzione di nidi autunnali potrebbe essere dovuta ad un'elevata presenza di nidi primari che i falchi non sono stati in grado di trovare o che erano al di fuori del loro raggio di azione. 

 

O anche dal metodo di valutazione della presenza dei nidi di Vespa velutina che era basato soprattutto sull'osservazione visiva dei nidi sugli alberi.

 

Per capire meglio questo aspetto sarebbe quindi opportuno approfondire lo studio e soprattutto migliorare le tecniche di monitoraggio e di rilevamento dei nidi di calabroni, che appaiono ancora piuttosto inefficienti.

 

Nel complesso, tuttavia, il falco pecchiaiolo potrebbe essere un buon alleato nell'ottica di una lotta integrata a Vespa velutina e nel controllo della sua popolazione.

 

In prospettiva comunque non dovremmo immaginarci plotoni di falconieri in giro per i boschi, quanto piccole squadre di ornitologi in grado di valutare, monitorare e cercare di incentivare la nidificazione di questo rapace nelle zone che siano più adatte.

 

Materiale di approfondimento consigliato

"The European honey buzzard (Pernis apivorus) as an ally for the control of the invasive yellow-legged hornet (Vespa velutina nigrithorax)" di Martin-Avila et al., 2025 - Pest Management Science 

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