Oidio delle Solanacee Leveillula taurica

Classificazione: Funghi > Oidio

Il fungo rappresenta lo stadio ascoforo dell'Oidiopsis taurica. Vive a spese di varie essenze vegetali come melanzana, peperone, pomodoro e carciofo.

Danni provocati da questa malattia sono stati segnalati in tutto il bacino mediterraneo, comprese le aree meridionali italiane.

Rispetto a quasi tutti gli altri agenti del mal bianco, L. taurica ha micelio prevalentemente interno nelle prime fasi infettive. I conidiofori fuoriescono dagli stomi (nelle solanacee) e sono semplici o poco ramificati.

I conidi sono ialini, unicellulari, cilindrici (ad eccezione di quello apicale), delle dimensioni di 60 x 15 micron, solitari o in catene di pochi elementi.

Il primo conidio apicale è di maggiori dimensioni e di forma appuntita all'estremità distale.

Biologia

La crittogama  si perpetua sulle piante ospiti coltivate e su numerose essenze spontanee.

Si diffonde grazie ai conidi, trasportati dalle correnti d'aria. Giunto a contatto con l'ospite il conidio germina, emettendo un appressorio che entra direttamente nelle foglia, perforando l'epidermide, o attraverso gli stomi.

il micelio, irregolare o sinuoso, occupa il mesofillo, generando degli austori che penetrano nelle cellule. Infine differenzia i donidiofori che fuoriescono dagli stomi in gruppi di 4-5.

L'optimum per lo sviluppo della malattia è rappresentato da temperatura di 20-25°C e umidità relativa attestata sul 70-75%; andamenti climatici caldi e senza pioggia favoriscono quindi l'insorgere della patologia.

Su pomodoro l'infezione è più frequente su piante vecchie e/o deperite; le foglie più giovani solitamente non sono attaccate dal parassita.

Danni causati

L. taurica colpisce in modo particolare le foglie. Sulla loro pagina superiore si palesano macchie giallastre, dai contorni sfumati, che successivamente necrotizzano a partire dalla zona centrale. In corrispondenza di tali macchie, sulla pagina inferiore, fa la sua comparsa una efflorescenza farinosa prima bianca e successivamente di colore giallino.

I lembi fogliari si accartocciano e disseccano con il progredire dell'infenzione.

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