Spodoptera Spodoptera littoralis

Classificazione: Insetti > Nottue

Nottua diffusa nella regione circummediterranea, nelle zone tropicali, subtropicali ed equatoriali dell'Africa. In Italia é ritrovabile in tutti gli areali. La sua spiccata polifagia le consente di nutrirsi di oltre un centinaio di piante appartenenti ad una cinquantina di famiglie botaniche: carciofo, cotone, trifoglio, mais, erba medica, peperone, melanzana, pomodoro, cavoli, carciofo, lattuga, fagiolino, fragola, ornamentali, ecc.

Gli esemplari adulti, della lunghezza di 40-45 mm, possiedono ali anteriori di colore bruno-violaceo, fornite di ampia fascia marginale a ridosso della quale si evidenzia una macchia nerastra. Le diverse aree dell'ala sono attraversate da numerose linee gialle, con quelle presenti lungo la nervatura mediana e le sue diramazioni maggiormente evidenti; la macchia ocellare è occupata da striature parallele orientate trasversalmente. La macchia reniforme, bordata di chiaro, ha profilo poligonale. Le ali posteriori sono biancastre, bordate di bruno nella parte alta. 

Le uova, di forma sferica (0,6 mm di diametro), hanno un corion caratterizzato da numerose solcature radiali, di colore giallo-brunastre. Sono deposte radunate in ovature protette da uno strato feltroso di peli. 

La larva matura è ristretta anteriormente, di colore variabile (dal giallastro al bruno fino al rossastro), più chiaro nel settore dorsale. All'altezza del primo urite sono collocate due macchie rotonde di colore nero; due macchie triangolari contrapposte di colore nero, vellutate, poste sull'ottavo segmento addominale. Possono raggiungere 3,5-4,5 mm di lunghezza.

La crisalide raggiunge i 20 mm di lunghezza, è di colore rossastro, con cremaster munito di due spine.

Biologia

S. littoralis compie diverse generazioni annuali e, nelle colture protette, è attiva per gran parte dell'anno, tranne nei mesi più freddi (in tali ambienti può compiere dalle 7 alle 9 generazioni). Le presenze massime sono individuabili a fine estate e nel periodo autunnale. Gli adulti svolgono la loro attività trofica prevalentemente nelle ore notturne e vivono circa 4-10 giorni. Le femmine fecondate sono attratte dai terreni freschi o da poco irrigati. Caratterizzate da un'elevata fertilità, depongono un numero di uova variabile in funzione dei livelli termici e igrometrici (temperature interno ai 30°C e tasso di umidità relativa del 90% portano alla deposizione di un migliaio di uova. Con temperature di 35°C e con clima secco, circa 30% di umidità relativa, le uova deposte si riducono a 150). Le uova sono deposte in ovoplacche che raggruppano diverse centinaia di elementi ricoperte da un feltro derivante dall'addome delle femmine. L'incubazione dura dai 3-4 giorni con temperature attorno ai 26°C, a 11-12 giorni con andamento delle temperature meno favorevole. Le larve trascorrono i primi tre stadi di sviluppo raggruppate, poi si disperdono. Anche le larve svolgono la loro funzioni vitali prevalentemente di notte. Lo sviluppo viene completato dopo sei stadi in un lasso di tempo di 15 giorni (con temperature attorno ai 26°C) per poi incrisalidarsi nel terreno, ad alcuni centimetri di profondità, all'interno di una cella terrosa e senza imbozzolarsi. I nuovi adulti sfarfallano dopo una settimana con temperature di 35°C, dopo 14 giorni con temperature attorno ai 26°C.

Danni causati

I danni sono provocati dalle larve che vivono, nei primi tre stadi di sviluppo, sulla pagina inferiore delle foglie compiendo erosioni che non interessano la pagina superiore. In seguito forano e scheletrizzano la vegetazione fogliare, passando poi ai frutti, ove compiono erosioni esterne o creano gallerie al loro interno. I danni maggiori sono rilevabili nelle serre, all'interno delle quali le larve rimaste nel terreno attaccano le piante, specialmente se trapiantate di recente.

Interventi agronomici

Asportare e distruggere le ceppaie di carciofo e i polloni infestati al termine della coltivazione. Evitare ristagni idrici. Quando possibile, effettuare il rinnovo anticipato della coltura.

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