Psilla del Pero Cacopsylla pyri

Classificazione: Insetti > Psille

Questo insetto è tra i più dannosi per il pero ed è prevalente rispetto le altre specie di psille. Gli adulti sono fondamentalmente di colore a arancione nella forma estiva e neri in quella invernale; vi sono delle bande nere longitudinali al corpo in una parte del torace mentre sull’addome le bande sono trasversali al corpo. Le ali sono leggermente opache tra le nervature a differenza di quelle di Cacopsylla pyrisuga che sono trasparenti e quelle di C. piricola che hanno qualche macchia nera. I maschi presentano all’estremità dell’addome un forcipe ricurvo a forma di falcetto. Gli adulti misurano 2,2-2,8 mm di lunghezza. Le neanidi e ninfe si presentano appiattite, di colore giallino con diverse parti scure: sul capo vi sono ampie zone, sul torace vi sono delle tacche e dei punti mentre nella prima metà dell’addome ci sono delle bande mentre la parte terminale è completamente nera. Nelle ninfe gli abbozzi alari sono neri. 

Biologia

L’insetto sverna attraverso femmine in diapausa riparate sulle piante. Durante l’inverno in giornate soleggiate le femmine escono dai ripari per compiere punture di nutrizione su gemme  e brindilli. A fine febbraio, con l’inizio dell’ingrossamento delle gemme, le femmine escono definitivamente e trascorso qualche giorno, e con temperature maggiori ai 10 °C, depongono le uova alla base delle gemme sulle lamburde. Dopo 10-20 giorni nascono le neanidi che sviluppano in adulti in 20-40 giorni, verso la fine di aprile. Nella seconda decade di maggio avviene la seconda ovideposizione sulle foglie giovani sull’apice dei germogli. Verso fine maggio nasce la seconda generazione che darà avvio ad una terza generazione verso la seconda decade di giugno. Con i forti caldi estivi la psilla rallenta il suo sviluppo per riprendere la crescita nel periodo autunnale, gli adulti dell’ultima generazione compaiono a settembre-ottobre per rimanere sulla pianta fino alla prossima primavera. In totale vengono compiute almeno 5 generazioni all’anno. 

Danni causati

Le neanidi e le ninfe infestano foglie, germogli e rametti in lignificazione producendo un abbondante melata che imbratta la vegetazione e i frutti provocando lo sviluppo di fumaggini. I frutti imbrattati risultano fortemente deprezzati mentre le foglie vanno incontro ad ustioni. Gli attacchi bloccano l’accrescimento dei rami e a volte causano il disseccamento delle foglie, ciò ha pesanti ripercussioni sulla nutrizione delle gemme e sulla produzione dell’anno dopo. Questo insetto è anche vettore dei fitoplasmi responsabili del “pear decline”, o deperimento del pero, malattia che porta le piante a deperimento e morte. Le cultivar maggiormente suscettibili sono William e Decana, mentre le piante più infestate sono quelle vigorose  o i giovani impianti. 

Interventi agronomici

Effettuare potature che non favoriscano il lussureggiamento della vegetazione e evitare abbondanti concimazioni azotate e irrigazioni. Un intervento contro le neanidi nel periodo estivo può risultare il lavaggio con acqua, con l’eventuale aggiunta di bagnanti, per dilavare la melata che le ricopre. 

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