Lombardia, come si monitora il brusone del riso
Il servizio proposto dal Servizio fitosanitario, Cnr e l'Università degli Studi di Milano mette a disposizione dei risicoltori lombardi bollettini giornalieri per informarli sull'andamento del rischio di infezione

Le informazioni fornite dal modello riguardano tutta l'area risicola lombarda che ammonta a circa 100mila ettari
L'importante supporto tecnico nasce nel 2016 da una collaborazione tra il Servizio fitosanitario, l'Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell'ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irea) e il laboratorio Cassandra di modellistica agronomica dell'Università degli Studi di Milano.
"E i risultati sono positivi grazie alle indicazioni del modello che, negli anni di utilizzo, hanno permesso di individuare le epoche più a rischio per lo sviluppo di infezioni causate dal brusone" afferma Beniamino Cavagna del Servizio fitosanitario della Regione Lombardia.
Le principali aree lombarde monitorate
Le informazioni fornite dal modello riguardano tutta l'area risicola lombarda che ammonta a circa 100mila ettari. In modo aggregato oppure per singolo comune, i bollettini riportano il rischio potenziale di infezione (IP) per il brusone, calcolato dal modello colturale Warm accoppiato a un modello epidemiologico orario."All'interno dei bollettini viene riportata una mappa di indice di rischio aggregato su base settimanale, unitamente a grafici che mostrano l'andamento giornaliero del rischio stimato per ogni comune risicolo, nel periodo compreso tra tre giorni prima e tre giorni dopo l'emissione del bollettino" prosegue Cavagna.
Il livello di rischio potenziale è categorizzato in tre classi:
- basso, evidenziato con il colore verde;
- medio, evidenziato con il colore giallo;
- alto, evidenziato con il colore rosso