2020
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Vite e fitofagi emergenti: Antispila oinophylla

Fillominatore approdato in Italia dal nord America sta colonizzando i vigneti del Triveneto, ma se ne teme l'espansione in altre regioni dello Stivale

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Femmina di Antispila oinophylla

Fonte immagine: Wikipedia

Vedete da lontano strane chiazze sulle foglie del vostro vigneto? Guardatele più da vicino, perché potrebbe non essere un fungo patogeno bensì un insetto. C'è infatti nei vigneti un fitofago che da qualche anno si sta allargando senza far troppo rumore. Porta il nome di Antispila oinophylla ed è un fillominatore giunto in Italia nella prima metà degli anni duemila. Le prime segnalazioni ufficiali risalirebbero infatti solo al 2005-2006, nel Nordest dello Stivale e solo dopo attenta valutazione del Dna dell'insetto sarebbe stato possibile classificarlo correttamente.

Originario del nord America il fitofago appartiene alla famiglia Heliozelidae, lepidotteri diurni, ed è diffusa ormai stabilmente in Ontario, Quebec, Connecticut, Georgia, Kentucky, New York, Tennessee e Vermont. Deve il suo nome, tanto per cambiare, al greco, dato che “oino” deriva da “oinos”, cioè vino, e phylla significa foglia. A differenza di altri lepidotteri della vite questo insetto non attacca i grappoli, infatti, bensì l'apparato fogliare, mostrandosi in questo simile ad altri fillominatori già noti sulla vite anche se poco significativi come impatti.

Morfologicamente sarebbe anche molto carina come farfalla, con le ali maculate nere e bianche, posteriormente frangiate, cioè adornate da una sorta di lunga peluria. Piccola quanto a dimensioni, ha un'apertura alare di poco più di mezzo centimetro. Geograficamente si sta diffondendo soprattutto su Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Moscato.

Questo fillominatore compie due generazioni annue, svernando come larva matura negli anfratti della corteccia o sui residui della coltura. La prima generazione si inizia a registrare in giugno mentre per la seconda si deve attendere metà agosto in poi. Una volta deposte le uova sulle foglie, le larve scavano mine a chiazza di forma irregolare, arrivando a 7-8 mine per foglia nelle annate più favorevoli, testimoniandosi punte fino a 15 per foglia. Per quanto non danneggi i grappoli, se la pressione del parassita risulta alta si possono quindi avere perdite di capacità fotosintetica.

Al momento in Italia non risultano registrati insetticidi specificatamente su questo parassita, ma ne esistono di autorizzati su generici “lepidotteri defogliatori”, soprattutto a base di Bacillus thuringiensis. Essendo però la Antispilia un lepidottero, si presume sia sensibile anche ai trattamenti ovicidi effettuati precocemente contro la tignoletta, come pure ceda a fronte di applicazioni insetticide rese necessarie dalla presenza di Scafoideo. I momenti di impiego però non sono necessariamente sovrapposti e ciò potrebbe portare a una parziale inefficacia dei medesimi. Se poi non si effettuano nemmeno questi, l'Antispila la fa franca.

Si attendono quindi ulteriori sviluppi, sia dal punto di vista della diffusione del parassita, sia della normativa quanto a insetticidi disponibili.

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