2021
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Vite, le reti antipioggia proteggono dalla peronospora?

Presso il Centro di Sperimentazione Laimburg sono state installate delle coperture antipioggia per proteggere le viti di Merlot e Pinot Grigio dagli attacchi di peronospora. I risultati

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La rete antipioggia viene stesa sopra il filare per diminuire la bagnatura fogliare

Fonte immagine: Centro di sperimentazione Laimburg

La peronospora (Plasmopara viticola) è un fungo in grado di attaccare tutti gli organi erbacei della vite causando perdite di produzione anche del 100% in caso di mancata difesa. Affinché avvenga l'infezione è fondamentale il ruolo della pioggia. Solo dopo precipitazioni di una certa entità le zoospore del fungo sono in grado di "nuotare" nel film d'acqua che ricopre i tessuti vegetali per penetrare poi nella pianta attraverso gli stomi.

Senza acqua dunque le infezioni di peronospora non sono possibili. E da questo assunto sono partiti i ricercatori del Centro di Sperimentazione Laimburg per testare nuove strategie di difesa volte a proteggere le viti grazie all'impiego di teli antipioggia. L'ipotesi da verificare era che coprendo le viti dalla pioggia ed impedendo dunque la bagnatura di foglie e grappoli, gli attacchi di peronospora sarebbero dovuti cessare.


Le prove su Merlot e Pinot Grigio

La prova è stata descritta da Ewald Lardschneider del Centro di Sperimentazione Laimburg durante un evento che si è tenuto in streaming, lo scorso 5 agosto, nell'ambito della conferenza "Presentazione prove sperimentali in viticoltura biologica" organizzato dalla Fondazione Edmund Mach.

La prova è stata eseguita per due anni (2019 e 2020) ed è stata ripetuta nel 2021 su due vigneti situati a circa 25 chilometri a Sud di Bolzano, uno vitato a Merlot e l'altro a Pinot Grigio. Alcuni filari sono stati coperti con una rete antipioggia (Boscato Reti Srl) di larghezza 90 centimetri. Non è stato possibile applicare una rete più ampia per non intralciare l'operatività dei mezzi agricoli.

Di seguito alcune slide che riassumono bene i risultati registrati.

Risultati 2019

Come si può vedere nel 2019 l'attacco sulle foglie di Merlot è stato sensibilmente più basso fino al 9 giugno (9% contro il 59%), mentre a metà agosto le percentuali sono sostanzialmente uguali (100% contro il 90%).

Risultati 2019

Interessante è invece guardare l'intensità dell'attacco su foglia, che ad agosto segnava il 59% di superficie attaccata sul testimone contro un 24% sulle viti coperte.

Risultati 2019

Se si guarda invece al grappolo, ancora una volta si vede come le differenze che ad inizio giugno sono sostanziali, ad agosto si appiattiscono, con il 100% di acini colpiti sul testimone e l'85% invece sul filare coperto dai teli.

Risultati 2019

Risultati simili si sono avuti anche con il Pinot Grigio, che a metà agosto non vedeva sostanziali differenze di attacco tra testimone scoperto e coperto, con percentuali di incidenza della peronospora vicine al 100%.

Vista la sostanziale inefficacia delle reti antipioggia nel proteggere le viti dagli attacchi di P. viticola, i ricercatori di Laimburg hanno provato ad effettuare due applicazioni con prodotti a base di rame nei momenti più critici per la coltura, nel periodo di fioritura e postfioritura, in modo da osservare se la sinergia tra trattamento chimico e difesa meccanica potesse dare risultati interessanti.

Anche nelle prove eseguite nel 2020 tuttavia la difesa non è stata soddisfacente (vedi slide di seguito), anche se migliorativa. Se si guarda al grafico che mostra l'andamento dei grappoli colpiti si vede bene che ad inizio agosto la percentuale è del 100% sul testimone non coperto e del 62% su quello coperto. L'evolversi dell'infezione lascia tuttavia pensare che al momento della vendemmia le differenze tra i testimoni siano irrisorie. E anche sul Pinot Grigio le percentuali di attacco sono molto elevate: 100% sullo scoperto e 78% sul coperto.
 
Risultati 2020


Concludendo: la rete è inefficace contro la peronospora

Le prove sperimentali hanno dimostrato che le reti antipioggia non sono in grado di abbassare sensibilmente l'incidenza degli attacchi di peronospora su foglia e grappolo. Non ad un livello tale da giustificare la loro installazione, che ha dei costi importanti sia per l'acquisto delle reti sia per la loro posa e manutenzione.

La motivazione di questa inefficacia protettiva dei teli antipioggia è da ricercare probabilmente nella loro scarsa ampiezza. Con solo 90 centimetri di larghezza i teli non sono in grado di fornire una protezione adeguata dalla pioggia, specie se associata al vento. La pianta risulta più protetta nella parte superiore, mentre in quella inferiore, corrispondente alla fascia a grappolo, la pioggia raggiunge le viti con maggiore facilità.

Prova ne è il fatto che ad inizio stagione, quando la vegetazione è limitata ai primi germogli, la pioggia bagna soventemente le foglie. Per assicurare dunque una protezione completa occorrerebbe coprire anche buona parte dell'interfila, con costi e difficoltà di gestione che tuttavia rendono la soluzione antieconomica nella maggior parte dei vigneti.

C'è poi un altro aspetto da valutare, che riguarda l'incidenza dell'oidio. Lo sviluppo di questo fungo è infatti ostacolato dalle piogge che dilavano il micelio e le strutture riproduttive che si sviluppano esternamente ai tessuti vegetali. Le reti antipioggia hanno l'effetto indesiderato di incrementare dunque l'incidenza del mal bianco, che sul testimone coperto è nettamente superiore (circa il doppio) rispetto alle viti non coperte.

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