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Cimice asiatica: questione di strategia

Per contenere le popolazioni del parassita sulle colture frutticole serve arginarle dapprima su quelle estensive come grano e soia. Syngenta ha le soluzioni ideali in tal senso

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La cimice asiatica: prevenirla è meglio (Foto di archivio)

Fonte immagine: © saratm - Adobe Stock

Rilevata per la prima volta in Italia nel 2012, la cimice asiatica (Halyomorpha halys) ha colonizzato soprattutto i frutteti delle province emiliane, in primis la coltura del pero, apportando gravi danni tramite le punture dei propri apparati buccali sui frutti in via di accrescimento. Questi divengono presto del tutto incommercializzabili, causando gravi danni economici ai produttori.

Nota anche come cimice marmorizzata, per via dell’aspetto che la differenzia dalle altre cimici autoctone, Halyomorpha halys ha poi invaso altre colture, come per esempio soia e frumento, sulle quali compie le prime fasi del proprio ciclo annuo prima di migrare sulle colture frutticole. I danni per le colture estensive sono anch’essi dovuti alle punture dell’insetto che colpisce le cariossidi dei cereali in fase di maturazione lattea e cerosa, come pure affligge i semi di soia all’interno dei baccelli in via di sviluppo. Tali attacchi depauperano i contenuti dei semi e nella soia inducono anche la sindrome cosiddetta dello stelo verde.

Scarsi attualmente i nemici naturali in Italia, motivo per il quale il mondo della ricerca sta da tempo sondando la possibilità di effettuare lanci di alcuni imenotteri parassitoidi delle uova di cimice. Nel frattempo vanno però arginate le popolazioni del parassita adottando strategie di controllo efficaci e sostenibili, anche in ottica di comprensorio.

Guarda il video sulla cimice asiatica:
 


Conoscere per essere efficaci

Estremamente prolifica, Halyomorpha sverna nei rifugi naturali offerti dalla vegetazione spontanea, ma non disdegna neppure gli anfratti delle abitazioni domestiche, generando disagio anche alla cittadinanza oltre che danni per l’agricoltura. Diviene quindi necessario combattere la cimice asiatica quando è maggiormente esposta ai trattamenti fitosanitari utilizzando insetticidi efficaci e affidabili. In tal senso Syngenta propone tre differenti soluzioni, ovvero Karate Zeon®, Karate Zeon® 1.5 ed Evure® Pro. I primi due contengono lambda-cialotrina, mentre il terzo è a base di tau-fluvalinate.

In quanto insetticidi piretroidi ad ampio spettro, i prodotti della Linea Karate Zeon® risultano le soluzioni ideali per i trattamenti contro la cimice quando questa si stia nutrendo nei campi di soia e di frumento. Applicati in tali situazioni essi abbassano infatti le popolazioni che di lì a poco migrerebbero sulle colture frutticole, ove la gestione diviene più complessa a causa delle necessità di usare insetticidi selettivi verso i molteplici organismi utili che vi albergano. Adottando quindi tale strategia sulle colture cosiddette “basse” è possibile proteggere indirettamente anche le colture frutticole, operando cioè su logiche di comprensorio anziché limitarsi al singolo campo.

Al contempo, i prodotti della Linea Karate Zeon® permettono di controllare anche altri parassiti, come per esempio afidi e coleotteri non solo di soia e frumento, bensì anche del mais. Operando gli opportuni trattamenti è cioè possibile ampliare il controllo della cimice asiatica in un’ottica di controllo entomologico di ampio respiro.

Guarda il video sulle strategie di intervento:

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