Gard'Apis Sentinel, cosa c'è da sapere sulla trappola inglese per Vespa velutina
Una guida all'uso e alle potenzialità del nuovo dispositivo per la cattura dei calabroni asiatici. Tra gli obiettivi della trappola, anche quello di evitare l'uccisione di insetti non dannosi

Una trappola Gard'Apis montanta e posizionata su un albero
Fonte immagine: gardapis.eu
Vespa velutina è arrivata ormai da qualche anno anche in Gran Bretagna e dalla Gran Bretagna è arrivata una nuova trappola per la cattura di questo calabrone.
Si chiama Gard'Apis Sentinel ed è un dispositivo per catturare sia le regine che le operaie di Vespa velutina e che promette di essere molto selettivo nei confronti di altri insetti.
Uno dei problemi delle classiche trappole con la birra, infatti, è quello di attrarre, catturare e far morire anche molti altri insetti, come mosche, farfalle, falene, vespe e calabroni nostrani e a volte anche api da miele.
L'idea di questa nuova trappola è quella di ridurre, e magari azzerare, la cattura di altri insetti non dannosi giocando su tre aspetti:
- le aperture di ingresso delle giuste dimensioni, in modo da non fare entrare insetti più grandi;
- le vie di fuga per far uscire gli insetti più piccoli;
- le esche solide o spugnose che evitano di far annegare gli insetti.
Alcune parti della trappola. Dall'alto: i coni di entrata, gli ugelli rossi e arancioni, i ganci per appenderla, le vaschette per le esche.
(Fonte: gardapis.eu)
La trappola è costituita da un cilindro fatto da una rete escludiregina, con alle estremità due coni dove ci sono le aperture di ingresso e all'interno una vaschetta per l'esca attrattiva.
Alle aperture di ingresso deve essere applicato uno dei due ugelli disponibili: l'ugello rosso o l'ugello arancione.
Gli ugelli rossi sono leggermente più grandi di quelli arancioni e sono studiati per far entrare le regine di Vespa velutina (ma non quelle di Vespa crabro), e quindi sono da mettere in primavera.
Gli ugelli arancioni invece sono un po' più stretti e sono mirati a far passare le operaie del calabrone asiatico e, secondo i produttori della trappola, vanno applicati in estate o dopo 2 mesi dalla cattura della prima regina.
La struttura del cilindro fatta da una rete escludiregina funge da via di fuga per gli insetti più piccoli che siano entrati accidentalmente dentro, come api, mosche e vespe.
Importante è anche il tipo di esca. Il dispositivo ha in dotazione una vaschetta da mettere sul fondo della trappola per metterci una sostanza attrattiva. Teoricamente come esca può essere usata anche la birra o qualsiasi altra esca attrattiva per calabroni da fare con ricette trovate anche su Internet.
Il consiglio però è quello di non mettere le esche liquide (che tra l'altro si potrebbero rovesciare in caso di vento), ma di metterle su una spugna, in modo che evapori più lentamente e non rischi di bagnare e far annegare gli insetti piccoli che sono entrati nella trappola e non sono ancora riusciti ad uscire dalle vie di fuga.
Come esca è consigliato anche un pezzo di favo vecchio, che ha un odore molto attrattivo per Vespa velutina. L'importante (aggiungiamo noi) è che non ci siano residui di miele, per evitare fenomeni di saccheggio da parte delle api da miele.
Un aspetto non secondario è come svuotare la trappola, dal momento che i calabroni catturati sono o possono essere vivi. Viene quindi consigliato di togliere la trappola al tramonto, usando i guanti, e metterla alcuni minuti in congelatore, fino a che i calabroni catturati non smetteranno di muoversi. Quindi aprirla, togliere i calabroni e ucciderli, magari rimettendoli in freezer.
Secondo il sito dell'azienda produttrice, l'efficacia della trappola è molto elevata e ha un raggio di azione di almeno 700 metri dal nido dei calabroni. E allo stesso modo dichiarano un'elevata selettività nelle catture.
In ogni caso i produttori raccomandano di condividere con loro i risultati delle catture ottenute o sul sito o sulla loro pagina Facebook.
Per quanto riguarda il costo non è altissimo, ma certo non trascurabile: 22,99 euro al pezzo, con eventuali scontistiche a seconda del numero di trappole acquistate.
Il dispositivo quindi appare interessante, soprattutto per la sua capacità di evitare l'uccisione di insetti non dannosi.
Tuttavia, per correttezza e trasparenza, bisogna dire che sui canali scientifici ufficiali non si trovano studi pubblicati sul funzionamento di questa trappola.
Nei nostri ambienti poi sarebbe da valutare la sua efficacia e selettività nei confronti di Vespa orientalis, che sta diventando un problema piuttosto diffuso in Italia, ma ancora non presente in Gran Bretagna.