Capua Adoxophyes orana, Capua reticulana, Adoxophyes reticulana

Classificazione: Insetti > Tortricidi ricamatori

Tortricide diffuso in un areale comprendente tutta l'Europa centrale e settentrionale. In Italia ne è registrata la presenza nelle regioni più settentrionali, in particolare in Trentino-Alto Adige e in Emilia Romagna. Svolge la sua attività trofica prevalentemente su pomacee, ma può essere ritrovato anche su albicocco, ciliegio latifoglie forestali (come le betulacee) ribes e susino.

Adulto dalle ali anteriori brunastre, tendenti al giallastro o al rossastro a seconda degli individui, attraversate trasversalmente da strette fasce: una basale con concavità volta verso la radice, un mediana ristretta al centro, dalla quale si diparte un ramo che da normale si piega ad angolo per puntare verso l'angolo interno, un'altra subapicale parallela alla mediana e diretta obliquamente verso il basso; una striscia sottile corre lungo il margine costale del primo terzo prossimale. Il disegno delle ali è più marcato nel maschio, mentre nelle femmine è meno evidente e talora confuso. Gli adulti raggiungono un'apertura alare di 18-22 mm.

Le uova sono di colore giallo-verdastro deposte, in maniera embricata, all'interno di ovoplacche.

Larva, che a maturità misurano 16-20 mm di lunghezza, hanno corpo verde, capo e pronoto color miele con verruche pilifere chiare. Le larve, fino ai 10-12 mm di lunghezza, hanno placca pronotale di colore nerastro.

Crisalide di colore bruno con astucci alari più scuri.

Biologia

A. orana svolge normalmente due generazioni annuali. Ad elevate altitudini, ai limiti di vegetazione del melo, evolve con una sola generazione. Supera l'inverno sotto forma di larva al secondo-terzo stadio di sviluppo nascosta all'interno di un involucro sericeo tessuto sotto una foglia secca aderente ai rami, alla biforcazione degli stessi o all'ascella delle gemme, solitamente nella porzione medio-alta della pianta. All'apertura delle gemme le larve lasciano i loro ricoveri e avviano l'attività trofica a spese della nuova vegetazione.

Le larve raggiungono la maturità alla fine di aprile - maggio si incrisalidano fra le foglie danneggiate; gli adulti fanno la loro comparsa dopo 10-12 giorni, compiendo voli da metà maggio a metà giugno. Il giorno dopo lo sfarfallamento si consumano gli accoppiamenti: ciascuna femmina, nel corso della sua esistenza, può essere fecondata più volte. Le ovodeposizioni si realizzano con temperature crepuscolari comprese tra i 16 e i 32°C, ma con elevato grado di umidità ambientale può avvenire anche con soli 10°C.

Ogni femmina fecondata depone, in totale, fino a 400 uova (con una media di 200) in 4-16 ovoplacche, ognuna delle quali comprensiva di 30-80 elementi disposti in maniera embricata. Le uova vengono collocate sulla pagina glabra delle foglie. Lo sviluppo embrionale si avvia con temperature superiori ai 10°C e giunge a compimento dopo 8-20 giorni. Le prime fasi di sviluppo sono trascorse dalle larve a ridosso della nervatura mediana, sulla pagina inferiore delle foglie, riparate in un astuccio sericeo di forma tubolare; in seguito accartocciano il lembo fogliare, eseguendo anche erosioni ai danni dei frutti. Una volta mature si incrisalidano all'interno di un cartoccio formato da foglie da cui, dopo circa 6-16 giorni (in funzione delle condizioni ambientali), fuoriescono i nuovi adulti. Il secondo volo dell'annata viene svolto alla fine di luglio-inizio agosto e può protrarsi anche per un mese, fino a inizio settembre. Si avvia così la seconda generazione, le cui larve supereranno l'inverno in diapausa, creando i propri ripari dopo un breve periodo di attività trofica.

Danni causati

Le larve arrecano danno alle foglie dei germogli, ai bottoni fiorali, ai giovani frutti e a quelli già sviluppati. In concomitanza della ripresa vegetativa le larve che superano l'inverno creano erosioni sulle foglie dei germogli, sui bottoni fiorali e mazzetti fiorali, fasciandoli con fili sericei. Dopo l'allegagione, le erosioni possono essere ritrovate anche sui giovani frutti. Le foglie poste all'apice dei germogli vengono divorate dalle larve della generazione estiva di A. orana, dopo averle legate con fili sericei, danneggiando anche i frutti a contatto con foglie o altri frutti, sui quali producono rosure estese. 

Sui frutti delle cultivar di melo a picciolo corto (ad esempio Gravenstein) le erosioni avvengono nella porzione peripeduncolare, con conseguente successiva cascola di quelli danneggiati.

Prima di entrare in diapausa per superare la stagione invernale, le giovani larve effettuano piccole erosioni di forma rotondeggiante, della profondità di alcuni millimetri, nel punto di contatto del frutto con una foglia, aiutandosi con fili sericei.

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